Breaking News. Fotografia contemporanea da Medio Oriente a Africa

22/02/2011

MODENA. Gli artisti sono 21, i paesi da cui provengono 12, le opere allestite 115, ma il pathos concettuale narrato è ostico quanto a quantificazione. “In scena” vi è tutto ciò che l’occhio occidentale ha potuto solo “orecchiare”, dallo sfruttamento sul delta del Niger, ai fondamentalismi religiosi, passando per il noto conflitto arabo-israeliano. Ed è così che ripercorrendo le tappe, tutte personali degli artisti, in “Breaking News. Fotografia contemporanea da Medio Oriente a Africa” (curata da Filippo Maggia e presente a Modena, all’ex Ospedale Sant’Agostino, fino al 13 marzo) è possibile cogliere scorci di vita vissuta senza avere l’impressione di approssimare una realtà misconosciuta, ma penetrarla nell’intimo della ricerca artistica.
Ci si addentra, dunque, un’area geografica ampia, segnata da profonde contraddizioni e al contempo intrisa di una forza inconsueta. Dominata per oltre un secolo dalle visioni prodotte dal colonialismo, l’Africa esprime oggi una molteplicità di voci creative capaci di indagare tanto i retaggi del passato quanto la complessità contemporanea, locale e globale. Se il ritratto, genere ampiamente praticato nel continente, è stato storicamente un mezzo per rivendicare un’identità autonoma, le immagini di Philip Kwame Apagya (con i suoi artificiosi ritratti di vita quotidiana) e Samuel Fosso (dove è possibile osservare il mondo edificato dalla moda da copertina) sembrano inserire la realtà africana nell’insieme del mondo globalizzato per giocare o mettere criticamente in discussione tutti gli stereotipi che animano il mondo occidentale.
Mentre le opere video di Goddy Leye, muovendo da un’elaborazione delle teorie della Negritudine, ridicolizzano con ironia i preconcetti occidentali sull’Africa. E ancora: le fotografie di un nutrito gruppo di autori sudafricani – dagli scatti degli anni cinquanta di Bob Gosani (che ritrae un inflazionato Nelson Mandela con il boxer Jerry Moloi in una simbolica battaglia di intrattenimento e al tempo stesso sociale), a quelli degli anni ottanta di Cedric Nunn, fino alle ricerche attuali di David Goldblatt, Jodi Bieber, Mikhael Subotzky, Daniel Naudè – delineano la parabola storica di un paese che, uscito dall’apartheid con il sogno della Rainbow Nation di Nelson Mandela, si trova oggi ad affrontare nuovi problemi, tra i quali una fortissima disgregazione sociale e nuove forme di classismo. A colpire sono le due opere di Pieter Hugo nelle quali domina la tradizione misconosciuta dei domatori di iene, per un effetto di immediato scalpore che solo un soggetto accattivante come quello ritratto poteva produrre.
Anche il Medio Oriente presenta oggi una vivace scena artistica, capace di esprimere la complessità politica sociale e religiosa della realtà contemporanea, persino in contesti in cui la libertà d’espressione o il diritto all’esistenza stessa sono messi a dura prova. Il conflitto arabo-israeliano si impone quale oggetto di indagine nelle ricerche di diversi artisti che con linguaggi e approcci differenti ne indagano le implicazioni umane, sociali e simboliche: tra loro la videoartista israeliana Yael Bartana, i palestinesi Ahlam Shibli e Taysir Batniji, il libanese Akram Zaatari, l’egiziano Wael Shawky.
Le rapide mutazioni vissute da alcuni dei paesi arabi e mediorientali negli ultimi decenni emergono dalle opere di artisti quali il siriano Hrair Sarkissian, le cui fotografie sono visioni, a cavallo tra il poetico e il documentario, dell’Armenia, il suo paese d’origine; o Yto Barrada, che sembra guardare il Marocco attraverso “buchi” aperti sulla memoria fotografica, e ancora Jinoos Taghizadeh che, con i suoi collages, riporta all’attualità dell’Iran e delle sue contraddizioni illibertarie.
Il dilagare del fondamentalismo religioso, che da anni investe trasversalmente diversi paesi dell’area, è al centro infine della riflessione di Mounir Fatmi, il cui video sembra contrapporre all’attuale modello sociale e politico basato sulla violenza, il potere universale della cultura.

Foto: Pieter Hugo. The Hyena Men Series II (2007)

Felicia Buonomo