Pasolini Roma

07/05/2014

È in corso a Roma fino al 20 luglio presso il Palazzo delle Esposizioni  la mostra dedicata a uno degli intellettuali più eclettici e controversi nel panorama culturale italiano del dopoguerra, Pier Paolo Pasolini. La mostra, a cura di Jordi Balló, Alain Bergala e del da poco scomparso Gianni Borgna, vuole indagare il rapporto dello scrittore e regista con la città di Roma, con le sue borgate, con i diversi quartieri dove ambientò i suoi film e dove visse, fino ai luoghi di ritrovo con gli altri intellettuali romani.

A Roma Pasolini vi giunge assieme alla madre Susanna nel gennaio del 1950, fuggendo dall’intolleranza politica e sessuale che aveva subito a Casarsa. Infatti una denuncia per corruzione di minori e atti osceni in luogo pubblico scatena l'inferno nel piccolo paese friulano. Il poeta è sospeso dall'insegnamento e il Pci lo espelle «per indegnità morale e politica».
La mostra è suddivisa in sei sezioni. La prima, relativa al quinquennio 1950-1955, rievoca i primi duri anni di permanenza dello scrittore nella capitale. Assieme alla madre va ad abitare nella periferia, a Ponte Mammolo,  nei pressi della prigione di Rebibbia. Trova da insegnare a Ciampino in un istituto privato.
In questo periodo di precarietà scopre il sottoproletariato delle borgate. Un giovane pittore edile, Sergio Citti, diventerà il suo "vocabolario parlante" di romanesco. Questo mondo a lui sconosciuto costituirà la sua principale fonte di creazione letteraria e cinematografica. Ottiene alcuni premi di poesia che lo rafforzano nella convinzione che continuare a scrivere sia per lui fonte di riscatto morale ed esistenziale. Comincia a frequentare scrittori come Giuseppe Ungaretti, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Caproni e Giorgio Bassani.
La seconda sezione si riferisce agli anni che vanno dal 1955 al 1960. Proprio nel 1955 esce il suo primo romanzo Ragazzi di vita in cui irrompe la vita e il linguaggio delle borgate romane. Il gergo del sottoproletariato acquisisce diritto di cittadinanza nella letteratura, per questo il libro suscita scandalo tra i benpensanti.
Sempre in questo periodo comincia a scrivere sceneggiature per Mario Soldati, Federico Fellini, Mauro Bolognini e altri registi. Pasolini entra in relazione con coloro che saranno i suoi amici più duraturi, Alberto Moravia Elsa Morante e  la cantante e attrice Laura Betti, quest'ultima lo accompagnerà per tutta la vita e sarà un punto di riferimento indispensabile della sua vita sociale romana, tanto che lo stesso Pasolini non esita a definirla in una lettera al regista francese Godard, “una moglie non carnale ma passionale”. Nel 1954 va a vivere con la madre e il padre nel quartiere Monteverde. Cinque anni più tardi trasloca in un appartamento sempre nello stesso quartiere, a via Carini, in un edificio dove vivono il poeta Attilio Bertolucci e la sua famiglia di cui diventa immediatamente amico. La sezione relativa al biennio 1961-1962 intende celebrare l'ingresso di Pasolini nel mondo del cinema come regista.
Infatti in questi due anni realizza la trilogia romana – Accattone, Mamma Roma, La ricotta – che nasce dal suo amore per quel sottoproletariato che ha già descritto nei suoi primi romanzi. I quartieri di Testaccio, del Pigneto, del Tuscolano e del Parco degli Acquedotti fanno da sfondo ai suoi film.
La ricotta, (episodio del film RoGoPaG), realizzato alla fine del 1962, è oggetto di un clamoroso processo per vilipendio della religione. Da questo momento e fino al suo assassinio Pasolini subirà una serie di processi, trentatré in tutto. Mentre gira La ricotta conosce Ninetto Davoli, un apprendista falegname, che sarà il grande amore della sua vita. Tra il 1963 e il 1966 Pasolini acquista un grande appartamento nel  quartiere dell'EUR dove porta sua madre e la cugina Graziella Chiarcossi, ormai parte integrante della famiglia. Realizza Uccellacci e uccellini (1965-1966), con protagonisti Totò e Ninetto Davoli,
Si sposta nel Sud Italia dove nel 1964 ambienta Il Vangelo secondo Matteo. Compie un secondo viaggio in India dove è già stato nel 1961 con Moravia ed Elsa Morante, e in Africa. Ai suoi occhi il terzo mondo si impone come una valida alternativa all'Italietta da cui non si sente più compreso né rappresentato. All'inizio del 1963 compie un viaggio nello Yemen, in Kenya, Ghana, Nigeria. Tra marzo e novembre dello stesso anno gira  Comizi d'amore, in cui il regista percorre l’Italia in lungo e in largo per realizzare un’inchiesta sul rapporto degli italiani con temi tabù quali l’amore e la sessualità. Emerge un interessante e inedito spaccato antropologico sull’arretratezza del nostro Paese.
La sezione 1966-1969 è in parte dedicata alla produzione teatrale di Pasolini. A causa di un'emorragia causata da un'ulcera, lo scrittore trascorre un mese di convalescenza a casa durante il quale scrive sei tragedie in versi che costituiscono la quasi totalità della sua opera teatrale.  A questo periodo risalgono le sue note osservazioni sugli effetti nefandi del consumismo e della televisione sulla società italiana. Gira Edipo re in Marocco, a eccezione del prologo ambientato in Lombardia con cui evoca a chiare lettere la sua infanzia in Friuli. Arrivano poi gli avvenimenti del 1968. In una celebre poesia intitolata Il PCI ai giovani!! Pasolini afferma che la sua solidarietà va ai poliziotti, per lo più figli di contadini, piuttosto che agli studenti borghesi figli di papà. Con Laura Betti mette in scena il suo dramma Orgia. E sempre in questo periodo di disillusione generale, incontra Maria Callas, alla quale nel 1969 affida il ruolo di Medea nel film omonimo. Gira il prologo nella laguna di Grado e con la Callas stringe un'  intensa amicizia.
L'ultima sezione abbraccia il periodo che va dal 1971 al 1975.
Tra il 1970 e il '74 si dedica alla realizzazione dei film della Trilogia della vita. Gira il Decameron in Italia meridionale, poi va in Inghilterra per I racconti di Canterbury e in Egitto, Yemen, India, Iran, Eritrea, Afghanistan e Nepal per Il fiore delle Mille e una notte. Tuttavia, una volta terminati questi film si rende conto di quanto fosse forzato e volontaristico il tentativo di fuggire dalla realtà e abiura solennemente dalla Trilogia della vita. Pasolini continua a vivere e lavorare a Roma, tuttavia sceglie due località dove appartarsi per dedicarsi alla pittura e alla letteratura. La prima, nei pressi di Viterbo, è la torre di Chia, scoperta per caso il giorno in cui girava una scena del battesimo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo. La seconda è una casa che lui e Moravia si fanno costruire di fronte al mare, sulle dune di Sabaudia. Ma Pasolini sfrutterà poco questa villa, in cui comincia a soggiornare solo nel corso della sua ultima estate, quella del 1975. I due grandi lavori in cantiere di quest'ultimo periodo sono Petrolio, ambizioso romanzo rimasto incompiuto, e il film Salò.  Durante la lavorazione di questo film Pasolini subisce minacce di morte, il furto dei negativi.
Il percorso espositivo si chiude con il tragico assassinio di Pasolini la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 in uno spiazzo all'Idroscalo di Ostia, vicino a Roma. Materiali di repertorio evocano una delle pagine più dolorose e oscure della recente storia nostrana. In particolare colpisce il filmato dei funerali in cui lo scrittore Alberto Moravia compie un'accorata invettiva contro gli esecutori materiali e morali del delitto, nonché contro la corruzione dilagante dei tempi che non esita a uccidere e sacrificare un poeta.

Oltre a una ricca selezione di immagini, la mostra si offre quale occasione imperdibile per vedere una serie di filmati d'epoca del repertorio Rai con cui lo spettatore può ricomporre la vita e le opere dello scrittore: la sua voce, i gesti, il linguaggio e il pensiero ci restituiscono la sua complessità, le sue contraddizioni e la sua implacabile lucidità con cui seppe osservare i mutamenti in atto nel paese.
Il Palazzo delle Esposizioni offre al pubblico l’occasione di approfondire i temi della mostra attraverso una serie di incontri che hanno per protagonisti fra i più autorevoli studiosi dell’opera di Pasolini,  senza tralasciare i ricordi di alcuni testimoni d’eccezione della sua vita.
Inoltre in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale  fino al 18 maggio verranno proiettati tutti i suoi film.

Link Correlati: Speciale Pasolini

Annarita Curcio