Vedremo a teatro Cochi e Renato

17/11/2010

Raccontano che Lucio Fontana li adorava, Jannacci li ha sempre sostenuti ed erano meravigliati che Dario Fo si divertisse con loro. Ma non sono solo quelli della loro età i fan di Cochi e Renato: «Ci aspettavamo di trovare un pubblico fatto di nostri coetanei e invece abbiamo trovato dei ragazzini. Abbiamo scoperto con sorpresa un fan club di dodici-quindicenni: sono venuti a trovarci in teatro con i nostri dischi di 50 anni fa. Alcuni dei loro genitori e altri trovati sulle bancherelle». Qui raccontano di aver trovato anche un contratto del 1965: prevedeva 3500 lire a testa.
La loro è sempre stata una comicità surreale, ricordano alla vigilia del debutto a Milano al Teatro Nuovo in “Finchè c’è la salute”. «Parliamo di cose che ci divertono e Milano è sempre nel substrato, perché è nel nostro cuore: è la città che ci ha visto nascere». Nascita nelle cantine, ricordano. «Quando debuttavamo – aggiunge Renato – i nostri colleghi venivano dall’avanspettacolo. Noi venivano dalle cantine e per arrivare alla televisione ci abbiamo messo 7-8 anni. Oggi dopo una settimana sono in tv. Oggi è più facile fare il nostro mestiere». I comici di oggi che li fanno ridere? Ricordano Ale e Franz, Aldo Giovanni e Giacomo. «I soliti idioti – aggiungono -: sono un passo più avanti, ma non sono ancora arrivati al successo».
Lo spettacolo si annuncia con canzoni – tra queste le famose La gallina, La bella bionda, La vita l’è bella, Canzone intelligente, Aeroporto di Malpensa, Finchè c’è la salute – a cui si alternano quelli che loro chiamano «ragionamenti». Sempre sul filo del surreale.
Finchè c’è la salute è in scena a Milano al Teatro Nuovo dal 23 novembre al 5 dicembre.

Valeria Prina