Il Catalogo

15/01/2011

Due attori molto amati dal pubblico, che negli anni ha avuto la possibilità di ammirarli al cinema, apprezzarli in televisione, applaudirli un po’ meno a teatro, perché lui mancava dal palcoscenico dal ’98 e lei da cinque anni dai tempi del bel “Due partite”. Con “Il catalogo” Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari sono protagonisti assoluti, in una scenografia scarna, che ben sottolinea i caratteri dei due personaggi. La casa della scenografia è quella di Jean-Jacques, dove improvvisamente, trovando la porta aperta, entra Suzanne: cerca un tale Ferrand. O almeno così dice, ma si installa in casa, estromette gli abiti di lui dall’armadio per metterci i suoi, viola i segreti di lui quando trova, e legge, un quaderno. E’ il catalogo – quello di mozartiana memoria – dove Jean-Jacques ha elencato tutte le donne, che ogni notte, sempre una nuova, porta a casa. Lui giustifica il catalogo con il fatto che non ha memoria, ma è anche un modo per destituire di ogni importanza gli incontri: non momenti d’amore, ma semplici incontri, appunto. La sua è una solitudine, in cui si sente protetto, perché gli permette di non sentirsi coinvolto. Anche lei è sola, ma in un modo che non le piace e da cui vorrebbe fuggire. Da questo scontro nasce tutta la storia, che vede Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari come ottimi protagonisti. Antagonisti, fino a quando? E se lei non fosse così reale e incarnasse solo il complesso di colpa che improvvisamente entra nella vita di lui, mandandone all’aria gran parte delle convinzioni?

Il catalogo (Aide memoire) di Jean Claude Carrière interpretato da Ennio Fantastichini e Isabella Ferrari.
Traduzione e regia di Valerio Binasco.
Scene e luci Massimo Bellando Randone, costumi Sandra Cardini, musiche Arturo Annecchino.
A Milano al Teatro Manzoni dall’11 fino al 30 gennaio e poi in tournèe

Valeria Prina