Il Teatro Libero riapre con Garibaldi Amore Mio

03/02/2011

Finalmente! L'avverbio in questo caso è decisamente da condividere. Da parte di chi scrive queste note, ma anche da parte di chi considera il teatro come un momento fondamentale e irrinunciabile della vita, come lo è ogni aspetto della cultura. A dire «finalmente», in prima battuta, è Corrado d'Elia in occasione della riapertura a Milano del Teatro Libero, mentre racconta «La piccola sala di via Savona, completamente ristrutturata nei sistemi di sicurezza, ha sostenuto costi di ristrutturazione complessivi per oltre 90.000 euro».
La riapertura avviene con una piéce che ha molte caratteristiche per non passare inosservata. Nell'anno del 150° dell'Unità d'Italia parlare di Garibaldi e dei Mille appare inevitabile, ma la piéce in questione lo fa discostandosi dalla tradizione. Lo fa dando la parola a uno dei Mille, molto lontano dalla iconografia a cui la scuola e la Storia ci hanno abituato: Giosuè Borghini - già il nome non evoca grandi miti - è gay ed è facile pensare che non fosse l'unico, anche se allora proprio non se ne parlava e, meno che mai, la Storia - quella con la S maiuscola, naturalmente - non ne contempla la possibilità. Il nostro, uno di Mille, tra loro ci finisce per caso, «per un brutto scherzo dei suoi amici».
La storia e il punto di vista rendono questa piéce interessante (almeno sulla carta, perché il giudizio definitivo viene poi dalla scena). In più la piéce è tratta da un libro di cui è autore Maurizio Micheli. Sì, proprio lui, l'attore - chi scrive queste note ha sempre considerato "Mi voleva Strehler" tra le cose migliori viste a teatro -, che rappresenta dunque una garanzia di un testo anche brillante, con una buona dose di ironia. Resta comunque, come dicevamo, da vedere.

Il Contato del Canavese - Teatro Giacosa di Ivrea
Garibaldi Amore Mio
Storia di Giosuè Borghini che amava gli uomini e andò ... coi Mille
di Maurizio Micheli
regia di Alberto Oliva
con Mino Manni, Valerio Sgarra
musiche Bruno Coli
dal 3 al 7 febbraio a Milano al Teatro Libero

Valeria Prina