Il fu Mattia Pascal di Tato Russo al Carcano

21/03/2011

Dopo aver portato in scena romanzi famosi, come Promessi Sposi, Il ritratto di Dorian Gray, Tato Russo ha ridotto per il teatro un altro capolavoro della letteratura europea, Il fu Mattia Pascal di Pirandello.
Dopo le parole di Pirandello, che noi sentiamo come una voce fuori campo recitata da Tato Russo (e amplificata), il racconto prende vita. Mattia Pascal sta vivendo una vita che non sente sua, costretto dagli eventi, ma incapace di cambiarli a proprio favore. Fino alla decisione di andare a Montecarlo per giocare alla roulette, dove vince una grande cifra. E, proprio allora, la grande occasione: lasciarsi credere morto, suicida, come legge sul giornale che gli è accaduto e come moglie e suocera lo hanno riconosciuto. La fuga dalle proprie responsabilità e la scelta di una nuova vita come Adriano Meis gli sembrano possibili. Fino a quando non deciderà di dare una svolta alla propria vita. Ma è impossibile: Adriano Meis nella realtà non esiste. E non ha altre possibilità che cercare di recuperare la propria vita precedente.
Se in molte pièce teatrali affiora la filosofia di Pirandello che vuole una persona diversa secondo come si vede lui e come la vedono gli altri, qui è il protagonista che vuole sdoppiarsi, deciso a diventare un altro.
Questo è il romanzo più famoso di Pirandello, che Tato Russo porta in scena iniziando con le parole del grande drammaturgo siciliano («Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapesse di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal») e finendo, come nel romanzo, con «Io sono il fu Mattia Pascal». Lo fa utilizzando pochi elementi per evocare le diverse situazioni, nelle quali si muovono, evocati, i diversi personaggi. Lo fa anche con qualche citazione dalle opere teatrali di Pirandello, che è bello cogliere: lo specchio dei Sei personaggi in cerca d’autore e le parole in spagnolo che ugualmente compaiono nella stessa tragedia. E ancora, la presenza delle maschere alla fine, che i personaggi si tolgono: Maschere Nude, come il titolo di tutta l’opera teatrale di Pirandello.

Il fu Mattia Pascal
Versione teatrale di Tato Russo (nella foto) dal romanzo di Luigi Pirandello
Scene di Uberto Bertacca
Costumi di Giusi Giustino
Musiche di Alessio Vlad
Regia di Tato Russo
A Milano al Teatro Carcano da mercoledì 16 a domenica 27 marzo

Valeria Prina