La bottega del caffè

05/04/2011

La scena si costruisce davanti ai nostri occhi: le porte si aprono, la bottega del caffé riceve i primi clienti, la piazzetta si popola. Siamo a Venezia, poco dopo l'alba. Nella commedia di Goldoni, La bottega del caffé, la prima ambientata in uno di questi locali - proprio a Venezia venne aperto il primo - tutto si svolge in una giornata. E proprio in quel campo veneziano passano tutti: c'é la bottega del caffé, la bisca, il barbiere, l'osteria. Passano il giocatore incallito e ingenuo, l'imbroglione, le mogli alla ricerca di mariti a loro ben poco interessati, la ballerina che pensava di sistemarsi. E su tutti Don Marzio, campione di maldicenza e pettegolezzo, che subito ci viene tratteggiato per quello che è: uno che riesce a convincersi subito di quanto crede di scoprire, senza porsi domande.
Con questa commedia Goldoni sembra prendersi un po' gioco degli spettatori. Sicuramente i personaggi sono ispirati a concittadini che i contemporanei potevano riconoscere. Li induce a cogliere l'allusione quando della ballerina viene continuamente citata la porta di dietro della sua casa (non è un modo per smascherare i pregiudizi della borghesia veneziana del suo tempo riguardo a ballerine e artisti in genere?). Quegli stesso spettatori vengono indotti a considerare maldicente (e mal giudicare) solo Don Marzio, ma padrone e garzone della bottega del caffé non sono molto da meno. Gli stessi spettatori - anche quelli di oggi - sono indotti a giudicare negativamente Don Marzio, che fa arrestare il padrone della bisca ed è facile tralasciare il fatto che in realtà sta denunciando un reato (anche se non sembra rendersene conto). Ed è proprio a Don Marzio, costretto ad andarsene, che Goldoni mette in bocca parole d'amore per la sua città («mi priverò di un paese in cui tutti vivono bene, tutti godono la libertà, la pace, il divertimento, quando sanno essere prudenti, cauti ed onorati»). Una Venezia che, pure tratteggiata come è possibile su un palcoscenico, appare protagonista, grazie alla bella scenografia - è possibile vederla nella foto di Angelo Redaelli che pubblichiamo - e ai costumi di questo allestimento, che sa rendere lo spirito goldoniano.

Compagnia del Teatro Carcano
fondata da Giulio Bosetti
LA BOTTEGA DEL CAFFE’ di Carlo Goldoni
con Antonio Salines
Virgilio Zernitz  Massimo Loreto
Scene di Guido Fiorato dai bozzetti di Emanuele Luzzati
Costumi di Guido Fiorato
Musiche di Giancarlo Chiaramello
Regia di Giuseppe Emiliani

A Milano al Teatro Carcano da mercoledì 30 marzo a domenica 17 aprile

Valeria Prina