Romeo e Giulietta al Teatro della Luna

01/05/2011

Romeo e Giulietta, tragedia d'amore. Ed è proprio su questo aspetto che Serena Senigaglia pone particolarmente l'accento con la sua regia. Ed è un amore carnale, viscerale, ma anche poetico e sognante, che travolge i due protagonisti. Un amore che esce dalle barriere temporali: come spesso in Shakespeare, lo storia è ambientata nella Verona di un tempo, perché allora è stata scritta, ma è possibile anche oggi, perché ancora oggi l'amore che travolge gli ostacoli può coinvolgere due su opposti fronti. Proprio per questi gli interpreti hanno abiti di oggi e i due protagonisti si staccano, vestiti di bianco.
Per la prima volta viene recuperata una versione integrale di Romeo e Giulietta, ben poco tagliata  nella bella traduzione di Quasimodo. Appare così tutta la forza del linguaggio, a volte molto poetico, altre volte molto più terreno, perché la vita è fatta di momenti diversi. A esaltare ancor più il testo concorre la scenografia molto semplice, con tende tese ai lati e un lenzuolo bianco che, spostandosi su corde, delimita  gli spazi, mentre delle panche rustiche ci danno l'idea del balcone e del letto su cui si incontrano i due freschi sposi.
Con questo spettacolo il Teatro della Luna per la prima volta si apre alla prosa. Una operazione con molti meriti, perché ha avvicinato a Shakespeare il pubblico giovane, rimasto chiaramente incantato da storia, parole, messa in scena. A Serena Senigaglia ha offerto la possibilità di portare in grandi spazi quella che era stata la messa in scena di 15 anni fa. Un'esperienza importante, racconta la regista, che gli aveva offerto la possibilità di fare delle prove per 4 mesi in un ambiente confortevole, con tutti gli attori presenti. E aveva segnato anche la nascita della Compagnia Atir. Allora ventenni: «Cercavamo la vita e questo testo che parla di voglia di vivere, di conoscere la vita era pane per i nostri denti».
L'arrivo su un palcoscenico grande come quello del Teatro della Luna poteva rappresentare una difficoltà. Invece, l'ampio spazio - sia pure leggermente ridotto dalle tende messe in diagonale - sembra offrire maggior respiro alla tragedia, ampliandone la maestosità e rendendone la storia più universale e più forte l'attenzione del pubblico. Che fin dall'ingresso in sala si sente coinvolto dai seguaci dei Montecchi (in bianco) e Capuleti (in nero), gli unici attori aggiunti per questa edizione rispetto a quella storica.
La seconda incursione nel mondo della prosa del Teatro della Luna sarà con Caino del Teatro Valdoca al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi dal 18 al 22 maggio.

“Romeo e Giulietta”, di William Shakespeare, regia di Serena Sinigaglia. traduzione di Salvatore Quasimodo. Le scene sono di Maria
Spazzi, le luci di Alessandro Verazzi, i costumi di Federica Ponissi, il suono
di Fabio Vignaroli. Nel cast Marco Brinzi, Mattia Fabris, Stefano Orlandi, Carlo
Orlando, Fabrizio Pagella, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Chiara
Stoppa, Sandra Zoccolan; maestro d’armi è Adolfo Fantoni. Foto di scena di Serena Serrani.
Al Teatro della Luna a Milano-Assago, dal 27 aprile al 1° maggio

Valeria Prina