Inferno di Pellisari

08/05/2011

La Divina Commedia come non l’avete mai vista né immaginata. Se per qualcuno è il massimo del classico e qualcuno a scuola la giudica noiosa e lontana dai tempi attuali, Emiliano Pellisari dimostra il contrario. Il suo Inferno è modernissimo, ma recupera la tradizione per l’uso di macchine sceniche barocche evolute nei tempi.
Attraverso 15 quadri, tutti diversi per coreografie, uso dello spazio, colori, luci, movimenti dei sei danzatori con giochi che ricordano il caleidoscopio, figure geometriche, zigzaganti, movimenti ondulati e sempre la forza di gravità (apparentemente) sconfitta riesce ad affascinare, sorprendere, meravigliare, incuriosire. Evoca atmosfere, temi danteschi, personaggi come Pier della Vigna, il conte Ugolino, Ulisse, Paolo e Francesca, parla dei peccati capitali e dell’uscita «a riveder le stelle» di Dante e Virgilio, salendo su una scala, i cui gradini sono formati dai danzatori. E alla fine si compone la stella, con i sei danzatori che formano più figure diverse.
E sempre volano, si innalzano, fluttuano nell’aria, come se fossero in assenza di gravità e come se il pavimento fosse cosa troppo terrena per riguardarli. Naturalmente è una impressione, risultato dell’utilizzo di macchine sceniche: si sa, ma non è importante. E’ importante il fascino che ne nasce.
Ora è attesa la seconda parte, chiamata Cantica II, perché Purgatorio sembra un titolo che non suona bene. Le musiche qui sono più celestiali: Vivaldi, Bach, Sibelius donano un gran contributo, come nell’Inferno la musica elettronica concorre a dare un senso inquietante.

Inferno
Una creazione di Emiliano Pellisari

Inferno è presentato da Emiliano Pellisari con la collaborazione del Teatro Mancinelli di Orvieto

Danzatori: Annalisa Ammendola, Mariana Porceddu, Giulia Consoli, Gabriele Bruschi, Yari Molinari, Patrizio Di Diodato
Voci recitanti: Gianni Bonagura e Laura Amadei
Musiche: Etno, Classica, Ambient 
Polistrumentista Oscar Bonelli, sound designer Giuliano Lombardo, sound mixer Mario Crocetta, sound editor Riccardo Magni, consulente musicale Andrea Barbera

Valeria Prina