Cantica II

14/05/2011

Figure che si librano nell’aria leggere: così si apre Cantica II. Ancor più che nell’Inferno la forza di gravità è sconfitta. Come ormai ci ha abituato Emiliano Pellisari, che con questo Cantica II affronta il Purgatorio di Dante. Il titolo diverso, spiega, lo ha scelto per non far pensare a una purga, come a Roma viene definito uno spettacolo noioso.
Lasciata la carnalità dell’Inferno, con anime dannate e personaggi ben delineati, qui a ispirare l’opera di Pellisari è la filosofia di Dante. Vediamo Adamo ed Eva, ma soprattutto vediamo la leggerezza, la malinconia che porta a immagini lievi. Stiamo salendo, le anime tendono a innalzarsi e anche lo spettacolo segue questo ritmo. Del resto è una Commedia, che partendo da momenti grevi, tristi, arriverà a quelli lievi e alla gioia. Ed è una Commedia Divina: nulla di terreno e lo spettacolo ce lo dice in ogni momento, proponendo danzatori che raramente toccano terra. Si innalzano, piuttosto, compiono evoluzioni, con movimenti fluidi, lievi. Ogni quadro è diverso dall’altro, perché anche in Dante la scrittura non è mai uguale.
Soprattutto siamo di fronte a momenti che vogliono incarnare filosofia, stati d’animo, tensione verso l’alto. La sfera è uno degli elementi simbolici, mentre in un quadro delle scale che ricordano la famosa opera di Escher fanno pensare alla lunga, faticosa salita delle anime verso l’alto. Ma la Divina Commedia ha anche risvolti politici, momenti di accusa a personaggi e situazioni dell’epoca e nello spettacolo non manca l’invettiva all’Italia, qui rappresentata con una danzatrice che prima viene insidiata, fino a essere alla fine chiaramente violentata: l’invettiva dantesca trova dunque espressione questa volta (necessariamente) cruda, seppure sempre molto elegante.
La musica qui chiama in causa brani classici: troviamo Vivaldi, Sibelius, Bach, il Flauto magico di Mozart, una scelta perfetta che ben si armonizza con lo stile di questa Cantica II. Che, naturalmente, si avvale di tutte le macchine teatrali di origine barocca riviste con tecniche attuali e ben utilizzate da Pellisari. Perché il Purgatorio richiede sì un desiderio di elevazione continuamente espresso e qui espresso con l’innalzarsi  dei danzatori. Ma qui siamo ben oltre il volo atletico. Un mondo divino, appunto

Cantica II
Secondo episodio della Trilogia sulla Divina Commedia di Emiliano Pellisari
Una creazione di Emiliano Pellisari
CANTICA II è presentata da Emiliano Pellisari con la collaborazione del Teatro Mancinelli di Orvieto
Danzatori: Annalisa Ammendola, Mariana Porceddu, Giulia Consoli, Gabriele Bruschi, Yari Molinari, Patrizio Di Diodato
Voci recitanti Gianni Bonagura e Laura Amadei
Musiche: Repertorio classico e contemporaneo
Rielabolazione/mix Riccardo Magni, consulenti musicali Domenico Bulla, El Sander, Lorenzo Tozzi.
Voci recitanti: Laura Amadei, Carla Ortenzi e Marion Chiris
Assistente coreografie: Mariana Porceddu
Costumi: Yari Molinari e Noemi Wilfsdorf
Disegno Luci: Filip Marocchi
Direttore scene: Luca Berettoni
A Milano al Teatro degli Arcimboldi fino al 15 maggio

Valeria Prina