Ma che bell'Ikea

19/09/2011

È il primo teatro ad aprire i battenti per la nuova stagione, a Roma. La Sala Umberto festeggia con un ricco cartellone i 10 anni di attività sotto la direzione artistica di Alessandro Longobardi. E per ricordare anche il centenario del debutto dell’attore-drammaturgo romano, Ettore Petrolini, il programma di quest'anno si declina in romanesco: da Enrico Montesano a Francesca Reggiani, passando per Valeria Valeri e Francesco Pannofino.
Tiene a battesimo la stagione il duo formato da Riccardo Fabretti (al cinema già con “Il siero della vanità” e a teatro con “Processo a Gesù” e “Benny's Bar”) e la bravissima Paola Minaccioni (“Mine vaganti”, “Cuore sacro” e prossimamente al cinema in “Matrimonio a Parigi”). In “Ma che bell’Ikea”, i due interpretano -convincendo- una coppia di borghesi uppish, ma anche un pittoresco duo di coatti. I quattro si incrociano durante un sopralluogo per comprare un appartamento nella stessa palazzina, nella periferia capitolina. Comprandolo, scoprono di avere in comune non solo l’architettura dell’abitazione, ma l’intero arredamento. Come possono quattro identità così diverse essere talmente Ikea-addicted? Gianni Clementi (“L’ebreo”, “Grisù, Giuseppe e Maria”, “I dolori del giovane Wertmuller”, Sugo finto”) caratterizza intelligentemente i personaggi, mentre Enrico Maria Lamanna ne potenzia i tratti, proponendo una regia calibrata e rispettosa di un testo giocato sulla battuta veloce e feroce.
“Ma che bell’Ikea” indaga i comuni denominatori che legano trucidi fascistoidi e progressisti radical chic romani, riportando la trasversalità della crisi di coppia e, più in profondità, le insicurezze e le nevrosi di una società che ha perso la forza dell’individualismo, oltre che il buongusto.
Un atto unico per una commedia esilarante e spietata, che sferza l’omologazione a cui siamo costretti dalla comunicazione di massa. Peccato solo per il finale: dopo un’ora e mezza di spettacolo in salita, si lascia il teatro con la sensazione dell’incompiuto.

Fino al 2 ottobre al Teatro Sala Umberto
Via della Mercede, 50
Roma

Maria Vittoria Solomita