Mater

21/11/2011

Chi fosse andato al Teatro Due per assistere ad uno spettacolo incentrato sulle figura femminile non sarebbe stato di certo deluso. Quanti, invece, avessero intravisto nel titolo “Mater” delle connotazioni positive, magari legate a nostalgici quadretti d’infanzia o alla letteratura liceale, sarebbero rimasti malamente frustrati.  Quella presentata all’interno della rassegna “Sguardi S-velati" è un essere (dis)umano, vivisezionato nella stessa modalità impietosa.
Le giovani Valeria Berdini e Laura Squarcia sono state dirette da Elisabetta De Vito e Ciro Scalera in un atto unico che ha sagacemente unito tre monologhi grotteschi di Nicolaj, stranamente mai rappresentati prima in Italia, ma conosciuti all’Estero: “Mater Amorosa”, “Mater certa, Pater….” e “Di Mamma ce n’è una sola”.
Sulla scena si sono alternati fragilità e paradossi declinati al femminile, tre modalità malate della relazione donna/famiglia che interrogano la realtà e ne svelano le ipocrisie, soprattutto quelle legata all’autorealizzazione della donna attraverso maternità e vita domestica.
Berdini e Squarcia sono state, alternandosi in scena, una madre che atterrisce il figlio e lo asfissia con le sue ipocondrie, algida e incapace di amare, una moglie che stenta a vedere in suo marito il partner che l’ha ingravidata, una madre che compete con la figlia, fino a strapparle il fidanzatino.
Bene Berdini, che avevamo visto in altri lavori corali: in questa prova solista dimostra di poter dare corpo ad un personaggio, convincendo. Esilarante la sua mutter col terrore del bagnasciuga.
Le due attrici fanno di necessità virtù, partono dalla scarna scenografia per sfondare la quarta parete, scendendo in platea e costruendo col corpo gli oggetti che mancano. Le foto proiettate sullo sfondo e i commenti musicali fanno il resto.
Consigliato a chi cerchi (ancora) prove per scardinare i miti della donna angelica o della regina della casa.

Teatro Due Roma
Vicolo dei due Macelli, 37
Roma

Maria Vittoria Solomita