Vedremo a teatro a Milano

06/10/2012

Che cosa ci riserva la stagione teatrale milanese che sta iniziando? Con queste righe cerchiamo di dare una risposta, che è, comunque, molto parziale. Non parliamo infatti di tutto quanto proposto dai vari teatri: abbiamo fatto una scelta tenendo conto della filosofia delle diverse sale, della tenitura, in modo che il pubblico abbia la possibilità di scegliere il giorno preferito e anche, ma non esclusivamente, di eventuali richiami cinematografici (più o meno compromessi) per titolo, tema, attori o registi. A guidare il tutto, inevitabilmente, il gusto e le attese di chi scrive queste note.

Arcimboldi. Chi si è divertito con il film, vincitore di un Oscar e del Grand Prix du Publique a Cannes non vorrà perdere “Priscilla la regina del deserto musical”, riproposto dopo il successo della scorsa stagione. Il musical, sfavillante, si fa notare anche per gli oltre 500 costumi, una raffica di battute esilaranti, una colonna sonora di 25 intramontabili hit. E ancora, “Siddharta the Musical”, ispirato liberamente al libro di Herman Hesse, il tour di Aldo Giovanni e Giacomo con la regia di Arturo Brachetti, "In mezz@voi" con Giorgio Panariello e, sul fronte della danza, il nuovo spettacolo di Daniel Ezralow “Open”.



Carcano. E’ stato proprio un titolo di cui il pubblico ricorda la versione cinematografica, “La versione di Barney” con Antonio Salines, ad aprire la stagione teatrale, dedicata, come sempre, in particolare alla grande prosa. Molti sono i titoli con un forte appeal. Troviamo la nuova produzione, “La coscienza di Zeno”, versione teatrale di Tullio Kezich del famoso romanzo con Giuseppe Pambieri e la regia di Maurizio Scaparro. E ancora, sul fronte del classico, “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello che vede di nuovo Mariano Rigillo protagonista, dopo le indimenticabili edizioni dell’85 e del ’95. Ancora classici, che parlano però di attualità, come la guerra, con “Troiane” di Euripide con Patrizia Milani, Carlo Simoni, Sara Bertelà e Corrado d’Elia diretti da Marco Bernardi e gli speculatori con “L’affarista” di Balzac con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri e la regia di Antonio Calenda. Sul fronte dell’ironia, Maurizio Micheli con l’imperdibile “Mi voleva Strehler” e l’ironico giallo di Agatha Christie, “La tela del ragno” con la compagnia Attori & Tecnici.

Elfo Puccini. Ha sceneggiato molti film famosi, da The Aviator a Hugo Cabret, l’autore di “Red”. La pièce di John Logan, riproposta in apertura di stagione, è ispirata alla biografia del pittore americano Mark Rothko, interpretato da Ferdinando Bruni. Tra le produzioni Elfo troviamo “La discesa di Orfeo” con cui Elio De Capitani affronta per la terza volta Tennessee Williams (tra gli interpreti, Cristina Crippa, Elena Russo Arman). Con Silvio Orlando anche regista è “Il nipote di Rameau” di Diderot, parabola grottesca di un musico fallito e amorale.
Sugli abusi subiti dalle donne in casa è il monologo di Marina Massironi “La donna che sbatteva nelle porte”. In chiusura di stagione, produzione Elfo, “Shopping & Fucking” di Mark Ravenhill con Ferdinando Bruni anche regista.
La Sala Bausch con Nuove Storie ospita nuovi autori, nuovi registi, nuovi attori. Tra i vari, “La palestra ore 18.00” considerato molto più feroce di Carnage.



Filodrammatici. Dopo “Push up” diretto da Bruno Fornasari e dedicato al mondo del lavoro la stagione continua con “Stanlio e Ollio: due a teatro” che parla di una coppia artistica al tramonto, specchio di una coppia reale. Tra le produzioni Teatro Filodrammatici, “Girotondo.com”, attualizzazione della pièce di Schnitzler curata da Bruno Fornasari, anche regista, interpretato da Tommaso Amadio e Alice Redini; “Il costruttore, Solness”, riscrittura originale di Roberto Trifirò del classico Ibseniano.

Franco Parenti. 40 anni di attività da festeggiare, sottolineando l’attenzione ai giovani, ai linguaggi diversi a temi attuali e sociali. Nel ricchissimo programma troviamo “Il diario di Mariapia” di Paravidino, anche interprete e regista. Sicura macchina teatrale della risata è “Se devi dire la bugia dilla ancora più grossa” che divertirà alla fine dell’anno. Con Valerio Mastandrea, anche regista, è “Qui e ora”. Tra le produzioni, “Esequie solenni” di Tarantino, “Amleto Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche” di e con Filippo Timi; “L’affaire Moro” di Sciascia con Roberto Trifirò anche regista; “Il racconto dell’incendio di via Keplero” di Gadda. E ancora, sulle prime 24 ore da morto di John Belushi è “Sangue impazzito. Le prime 24 ore da mito di J.B.” di e con Omar Pedrini.

Libero. La lunga stagione del teatro al terzo piano di via Savona ci propone, tra l’altro, uno sguardo diverso sulla classicità con “Odissea Viaggio poetico nell’uomo e nell’oggi”, progetto di Corrado d’Elia, anche regista, come suo è anche “Io, Ludwig van Beethoven“. Ancora con al centro un grande compositore è “Mozart ovvero il re scorreggione” portato in scena da Corrado Accordino, che, tra l’altro, ripropone anche “Per favore niente eroi” su Carver.  E chi è riuscito a trattenere le risate con la versione cinematografica di “Rumori fuori scena”? Nato per il teatro e sguardo divertito sul teatro dietro le quinte viene riproposto da Skenè per il divertimento del pubblico.

Litta. Due, tra le produzioni del Teatro di corso Magenta, hanno dei chiari richiami cinematografici. “Closer” con il sottotitolo L’amore ci fa a pezzi propone il binomio eros-tanathos. Liberamente ispirata al film è “La moglie del soldato”, con la regia di Pasquale Marrazzo. Un particolare richiamo al cinema si ha invece con “Il censore”, che chiude la stagione. Diretto da Antonio Syxty è interpretato da Giovanna Rossi, Gaetano Callegaro e Marianna de Pinto. La prima è una regista di film porno, mentre il secondo è il censore che deve giudicare la pellicola e, a poco a poco, viene spinto a guardare oltre, come lo spettatore è indotto ad andare oltre l’aspetto più provocante.
Con un humour graffiante, equivoci e colpi di scena è “Sinceramente bugiardi”, di Alan Ayckbourn con la regia di Syxty e, tra gli interpreti, Gaetano Callegaro e Giovanna Rossi.

Manzoni. Alcuni testi resi famosi dal cinema, ma ispirati in questo caso più ai rispettivi romanzi, si alternano a dei classici e ad altri momenti ironici. Tra i primi troviamo “Kramer contro Kramer” con Daniele Pecci, Federica Di Martino e un bambino di 5 anni guidati da Patrick Rossi Gastaldi. Ugualmente distante dal film (e più vicino a Truman Capote), “Colazione da Tiffany” (nella foto di Pietro Pesce), con Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia, mentre è lontano, perché in versione musical, “Il vizietto - La cage aux folles” con Enzo Iacchetti e Marco Columbro.
Tra i classici, un bel Pirandello, “Così è… (se vi pare)”  con Giuliana Lojodice, Pino Micol e Luciano Virgilio, a cui il regista Michele Placido ha dato una lettura più ironica e dunque più critica nei confronti del coro dei piccolo-borghesi. Da riscoprire “Il gioco dell’amore e del caso” di Marivaux con Antonia Liskova e i costumi di Gabriella Pescucci, premio Oscar e, con humour inglese, “Vite Private" di Noël Coward, con Benedicta Boccoli e Corrado Tedeschi. La stagione inizia con la prima regia di Diego Abatantuono “Vengo a prenderti stasera”.

Nazionale. Un titolo che ha segnato un’epoca e un grande successo al cinema: lo si può definire così “La febbre del sabato sera”. Il musical, che ha come colonna sonora le leggendarie hit dei Bee Gees, con gli anni 70, la disco music e il sogno di Tony Manero a fare da protagonisti, è la nuova proposta Stage destinata a trasmettere energia e allegria al pubblico. Quest’anno però il teatro di piazza Piemonte ospita anche i Legnanesi con “Lasciate che i pendolari vengano a me e Enzo Iacchetti con “Chiedo scusa al signor Gaber”.

Nuovo. Tanti musical e tanto richiamo al cinema per questa stagione che accosta anche danza e qualche momento di prosa. Chiaramente ispirato al cinema è “Shrek, the musical” (nella foto), uno dei grandi titoli proposti, che già ha avuto successo in Francia. Ad accompagnare l’orco verdastro, Fiona e tutti gli altri personaggi che hanno avuto successo al cinema è l’orchestra dal vivo. Meglio invece evitare un raffronto con il film nel caso di “Titanic”, che si propone come il racconto di un sogno. Del progettista che sognava una grande nave veloce e dei passeggeri che volevano ricominciare la loro vita in America. Con lo stesso regista, Federico Bellone, è “Sugar, the musical” tratto da A qualcuno piace caldo con in scena Christian Ginepro, Pietro Pignatelli e Justin Mattera, nel ruolo di Marilyn.
 E ancora, con richiamo questa volta ai cartoon, “Rapunzel” e “Anastasia the musical”. Da non dimenticare poi, sul fronte della danza più atletica, i Momix con la nuova creazione “Alchemy” e “Waterwall” che inonderà il palcoscenico d’acqua.


Pacta dei Teatri – Oscar. Il tema del potere, anche visto nella sua quotidianità, fa da fil rouge alla stagione, anche questa volta particolarmente attenta alla drammaturgia contemporanea, con 5 progetti speciali, 7 prime, 10 ospitalità. Tra le produzioni vi sono alcune riproposte, come “Re Lear”, “Ipazia”, “La terra desolata”, che, con “Cats e altri gatti pratici”  - le poesie hanno ispirato il famoso musical - e “Cocktail party” fa parte del Progetto Eliot. Una vecchia attrice austriaca, Elfriede Jelinek, è protagonista di “La Regina degli Elfi”, che ci racconta il suo potere sul pubblico ma anche il potere nazista a cui lei si è venduta. Mentre una donna dell’antichità, l’imperatrice “Teodora”, è al centro di un’altra pièce in scena.

Piccolo. Oltre 60 spettacoli compongono la stagione del teatro, suddivisa nelle tre sale. Luca Ronconi, Toni Servillo, Robert Wilson, Luc Bondy sono impegnati in altrettante grandi produzioni. Luca Ronconi porta in scena “Il panico” dell’argentino Rafael Spregelburd, “In cerca d’autore”, che si annuncia come uno studio sui Sei personaggi di Pirandello, “Mistero doloroso” di Anna Maria Ortese, con Galatea Ranzi, tre spettacoli, spiega il regista, «esempi di una drammaturgia per molti versi anomala, che rifiuta le codificazioni». Toni Servillo, sul palco con il fratello Peppe, porta “Le voci di dentro” di Eduardo. Con la regia di Bob Wilson, che cura anche scenografia e luci, è “Odissey”. Tra gli altri spettacoli, “Natale in casa Cupiello” con Fausto Russo Alesi, due Pirandello, come “Tutto per bene” con Gabriele Lavia anche regista e “Trovarsi”, adattamento e regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi;  “Macbeth” con Giuseppe Battiston, “Un tram che si chiama desiderio” di Tennessee Williams diretto da Antonio Latella, con Laura Marinoni; “Un amore di Swann” di Marcel Proust con Iaia Forte. Tra le ospitalità estere, l’Opera di Pechino e Slava’s Snowshow.

PimOff. Barbara Toma è il nuovo direttore artistico, che può contare su uno staff tutto al femminile. Contro un teatro d’élite e invece deciso ad andare incontro alla gente la sala di via Selvanesco offre momenti di formazione, prosa, danza, incontri-spettacolo. Propone danza e teatro di ricerca come strumento indispensabile per le nostre vite, con la possibilità di fare delle scoperte a pochi euro. Tra i tanti, per la danza “Cameo”, con un clima di suspense alla Hitchcock.

Sala Fontana. 30 anni fa era stato un film premiato con l’Orso d’oro a Berlino. Ora “Veronica Voss” di Fassbinder, con protagonista un’attrice cinematografica, nella versione teatrale è nel cartellone della Sala Fontana con la regia di Pasquale Marrazzo. La stessa attrice, Raffaella Boscolo, è anche interprete di “Il piacere dell’onestà” di Pirandello, diretto da Roberto Trifirò e di “La casa di Bernarda Alba”.

San Babila. La stagione propone testi che potremmo definire giovani insieme ad alcuni classici. Tra questi ultimi troviamo “Gl’innamorati” di Goldoni con Isa Barzizza e Selvaggia Quattrini, che unisce amore e critica alla società dell’epoca. Non manca l’occasione di ridere con un classico come Otello con “Hotel Desdemona” di e con Francesco Paolantoni.  Altra occasione di ridere con “California Suite” con Gianfranco D’Angelo, di cui si ricorda la versione cinematografica che lo stesso Neil Simon aveva adattato dal suo Plaza Suite. Sul fronte giovane troviamo “Scusa sono in riunione, ti posso richiamare” di e con Gabriele Pignotta, che si propone di far ridere con una situazione non insolita, mentre si annuncia come un legal-thriller “La notte del 16 gennaio” con una accusata di omicidio sottoposta al giudizio di 12 giurati estratti tra il pubblico: tra i 15 attori, Erika Blanc, Enzo Garinei e Marisa Laurito. A completare, opere, operette, gospel e nuovi testi in scena per pochi giorni.

Teatro della Cooperativa. La collaborazione con altri teatri milanesi segna la stagione del teatro di via Hermada dedicata ad Aldo Juretich, sconosciuto partigiano di Fiume che, dopo mesi di carcere fascista, fu internato a Goli Otok, il peggiore gulag jugoslavo per comunisti «traditori». Tra le produzioni, “La nave fantasma” con Bebo Storti, Renato Sarti anche regista che racconta dell’affondamento il 25 dicembre 1996, al largo delle coste siciliane, di un piccolo battello carico di migranti provenienti dall’India, dal Pakistan e dallo Sri Lanka. Le vittime furono 283, ma ben pochi se ne occuparono.
Coproduzione con il Teatro degli Incamminati è “Ritter, Dene, Voss” di Thomas Bernard, regia di Renato Sarti, che nel titolo riprende i nomi di tre attori tedeschi, primi interpreti di Thomas Bernhard. E ancora, “Scintille” con Laura Curino, che racconta la tragedia delle 146 operaie morte a New York, sabato 25 marzo 1911, bloccate in una fabbrica di camicette, che è all’origine della festa della donna.

Teatro Leonardo. Alcuni classici rivisitati sono protagonisti della stagione. Con “Il giardino dei ciliegi” lo spettatore viene immerso all'interno della casa, del giardino, a pochi passi da chi racconta la tragedia. “Modì, musica(l) per anime a colori” racconta la storia di Amedeo Modigliani, di chi cerca di vivere d'arte, negli anni Dieci a Parigi. Inoltre, con la rilettura di Quelli di Grock, gli shakesperiani  “Sogno di una notte di mezza estate”, “Amleto”, “Le allegre comari di Windsor” e “La Trilogia della Villeggiatura”, che è invece una novità per la compagnia.

Teatro Martinitt. E’ all’insegna della risata la stagione del teatro degli ex Martinitt. Tra i vari titoli, “L’ultimo rigore” con un errore nel tiro in porta che dopo 25 anni ha ancora conseguenze, “C’eravamo troppo amati”, che vanta anni di repliche esaurite in Francia.

Teatro Out off. Alcuni degli autori più noti della drammaturgia contemporanea sono protagonisti della nuova stagione. Troviamo così, come produzioni, in prima nazionale, “Giorni felici” di Beckett con Elena Callegari e la regia di Lorenzo Loris, “Vecchi tempi” di Pinter con Roberto Trifirò anche regista, oltre all’”Amleto” con la regia di Lorenzo Loris; come coproduzione “Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams, “Il padre” di Strindberg con la regia di Alberto Oliva. Dello sesso autore anche “Il pellicano“.

Tieffe Teatro. Due attori famosi come Claudio Santamaria e Filippo Nigro sono protagonisti di “Occidente solitario”, che si annuncia come una commedia nera ambientata nella cattolicissima Irlanda. Tra le produzioni Tieffe “Chiamatemi Groucho” che rende omaggio ai giochi di parole, alle battute paradossali, al teatro dell’assurdo dei fratelli Marx. Tra gli interpreti,  Gianni Quillico e Giovanna Rossi. Coproduzione è “Anima errante” di Roberto Cavosi con Maddalena Crippa e la regia di Carmelo Rifici. E ancora, “Ferdinando” di Annibale Ruccello con Arturo Cirillo anche regista.

Verdi. I 100 anni dalla fondazione del teatro coincidono con il bicentenario verdiano. Così tra le nuove produzioni del Teatro del Buratto troviamo “Notturno Verdi”, omaggio teatrale alla «più grande opera di Verdi», la casa di riposa per artisti a Milano. In prima nazionale, produzioni del Teatro del Buratto sono anche “Nella rete” sul disagio di giovani e adolescenti incentrato su dipendenze e pericoli del web e il monologo “ Il contrabbasso” di Patrick Suskind.

Valeria Prina