“Filumena Marturano”vince il 65° Festival nazionale d'Arte Drammatica di Pesaro

21/11/2012

Con la vittoria di “Filumena Marturano” ad opera della compagnia “Il Dialogo” di Cimitile (Na), si è concluso a Pesaro il 65° Festival nazionale d’Arte Drammatica organizzato al Teatro “Rossini” dagli “Amici della Prosa” presieduti da Giovanni Paccapelo: autentico fiore all'occhiello cittadino (assieme al Rossini Opera Festival di agosto ed alla Rassegna nazionale del Cinema di giugno) il Festival pesarese è probabilmente il più antico (nato nel '48) ed uno dei più qualificati della nazione. Otto le compagnie prescelte (su un totale di 80) dalla commissione selezionatrice, guidata dal direttore artistico Claudio Sora.
“Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, è forse la commedia italiana del dopoguerra piú conosciuta e rappresentata all'estero. Innovativo e quanto mai attuale l'allestimento a cura di Ciro Ruoppo che pone in scena un'inedita Filumena, ragazzina, amante, madre ma soprattutto simbolo del “riscatto morale” di una donna che reclama giustizia dal proprio destino. Tina Spampanato che la impersona si è aggiudicata il riconoscimento di miglior attrice e Liana De Rosa (per il personaggio di Rosalia) quello di quale miglior attrice caratterista.
Secondo premio alla commedia "Tutto per bene" di Luigi Pirandello,  rappresentata da “Spazio Teatro” di Livorno (regia di Simonetta Del Cittadino), oltre alla menzione speciale della giuria a Viviana Larice “nel ruolo della Barbetti”. Scritta nel 1906 e tratta da un'omonima novella dello stesso autore, l'opera mostra la metamorfosi di un personaggio, dall'incoscienza alla coscienza del nulla in cui si è dipanata tutta la sua esistenza: un personaggio più di tanti altri violentato dalla sua stessa maschera, costretto a rappresentare, senza saperlo, tutte le parti della commedia.
Terzo premio a “Le serve”, uno dei capolavori di Jean Genet,  messo in scena da "I cattivi di cuore" e “Teatro del Banchéro” di Imperia, per la regia di Gino Brusco (1° premio al Festival dello scorso anno con "From Medea" di Grazia Verasani). Accattivante la scenografia (una guarnitissima stanza da letto, con toletta, lustrini, fiori sparsi ovunque, abiti sfarzosi e colori sfavillanti, che lascia subito abbagliati gli spettatori) che si è aggiudicata il 1° premio; pregevole anche il commento musicale, anche se su tutto ha prevalso l’interpretazione delle due sorelle (le due colf, per l'appunto) apparsa di assoluto livello drammatico: Giorgia Brusco nel ruolo di Claire è stata giudicata la miglior attrice giovane del Festival.

Incetta di premi per “Balera Paradiso”, messa in scena da “Estravagario Teatro” di Verona (vincitrice della 62a edizione con “L'incredibile storia del medico dei pazzi”) che si è aggiudicata il premio per il miglior spettacolo con valenza etica, il miglior commento musicale, oltre a quello inerente il più alto gradimento del pubblico. Primo premio per la miglior regia ad  Alberto Bronzato che ne è anche l'autore assieme a Riccardo Pippa. La pièce ripercorre circa 50 anni di vita di un'immaginaria balera di provincia (dalla  sua inaugurazione negli anni Trenta alla fine degli anni Settanta). Si tratta di un vero e proprio musical, basato esclusivamente su note, canzoni e balli: uno spettacolo sperimentale, al di fuori dei classici canoni della prosa, frizzante e molto divertente. I soggetti che bazzicano la balera cambiano,  naturalmente, ma non i tipi sociali che sono comuni a tutte le epoche: ci sarà sempre fra loro il bello, la timida, l'imbronciato, la trasgressiva, la vedova che cerca consolazione  ed il marito costantemente disponibile ad un'eccitante avventura (le fedi finiscono per l'occasione nella borsetta o in tasca, come il medaglione con l'immagine del marito defunto). A fine serata “la musica è finita”, come cantava la Vanoni:  finiscono i sogni e ciascuno è riconsegnato alla propria solitudine, alla propria vita parallela finché lo stesso cliché non si ripeterà al successivo incontro.
 Il premio quale miglior attore (per il personaggio di Pulcinella) e quello riservato all'autore vivente di un'opera contemporanea è stato conferito a Francesco Facciolla, regista di “Del Don Giovanni", rivisitazione del celebre ammaliatore di Siviglia, messa in scena dal “Teatro dei Picari” di Macerata. La Compagnia (vincitrice dell'edizione 2009 con "Il diavolo con le zinne" di Dario Fo) ha ripercorso la figura di Don Giovanni Tenorio attraverso la vita teatrale degli ultimi quattro secoli:  molte le citazioni di noti autori (Molière, Tirso da Molina, Da Ponte ed Andrea Perrucci) ed intrigante la musica di Mozart interpretata da una corale di 50 elementi.
Premio speciale per i costumi a Rossana Franceschini e Stefania Menghini della compagnia “Al Castello” di Foligno (Pg) per lo spettacolo “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand. E' una moderna lettura del personaggio di Cyrano, quella proposta dal regista Claudio Pesaresi: trascende dai consueti orpelli romantici per risalire alle radici della disperazione del protagonista, al suo malessere, alla sua smania suicida di duellare, al suo desiderio di libertà.
Giovane e spiritosa, la "Compagnia dell'Orso" di Lonigo (Vicenza)- nata dall'esperienza del teatro scolastico-  ha presentato “L’allegro spirito” per la regia di Maximilian Nisi,  liberamente tratta da "Blithe Spirit" del commediografo inglese Noel Coward dove il consueto triangolo “lui, lei, l’altra” si complica con una “lei” che è un secondo “lui” mentre “l’altra” è addirittura un fantasma.
Di tutt'altro tenore  l'opera proposta da “G.A.D. Città di Trento”, “Gli Ingannati”, una commedia degli “Accademici Intronati” di Siena, scritta nel Cinquecento: originariamente in cinque atti, é rappresentata in versione moderna, adattata da Luigi Lunari (regia di Alberto Uez).
L’opera, che ha avuto gran fortuna tanto da essere tradotta in molte lingue, prende di mira il gentil sesso e tutte le tipiche situazioni che connotano il teatro comico rinascimentale vi affiorano armoniosamente: raffinati giochi che sottintendono un languido erotismo e molti colpi di scena che si susseguono e s’incastrano favorevolmente nel passaggio da una sequenza all'altra.
Arrivederci al prossimo anno!

Paola Cecchini