L’Orchestra Filarmonica Marchigiana celebra Wagner nel Bicentenario della nascita

27/01/2013

Nel bicentenario della nascita di Wagner, l’Ente Concerti di Pesaro ha scelto di celebrare il grande drammaturgo tedesco (1813-1883) con Wesendonck-Lieder: una pagina particolare, sicuramente inconsueta ma molto importante per capirne  a fondo il pensiero.
L’esecuzione del concerto (l'unico lavoro non operistico wagneriano ad essere tuttora regolarmente eseguito in pubblico, accanto al poema sinfonico Siegfried Idyll) è stata affidata all’Orchestra Filarmonica Marchigiana (dal 1987 una delle dodici Istituzioni Concertistiche Orchestrali Italiane) diretta da Hubert Soudant.
L’opera è stata musicata tra il 1857 e il 1858 su cinque  poesie di Mathilde Wesendonck  (da cui il nome): Der Engel (L'angelo), Stehe still! (Rimani in silenzio!), Im Treibhaus (Nella serra), Schmerzen (Dolori), Träume (Sogni).
Ispirate ai versi del poeta Wilhelm Müller (che furono poi musicati da Franz Schubert   negli anni Venti dell'Ottocento), le poesie sono pervase dall’esuberanza passionale del lirismo wagneriano,  con i suoi inquieti, avvolgenti cromatismi che espandono la trama tonale verso orizzonti senza fine, mentre l’amore si trasforma da esperienza privata in potente energia cosmica, che prevale la natura tutta, trasfigurandola.
Wagner conobbe Mathilde e suo marito Otto dopo la sua fuga da Dresda a seguito dei moti del maggio 1849, cui aveva partecipato durante il  suo esilio a Zurigo. Agiato uomo d'affari, Otto sostenne economicamente il Compositore e permise a sua moglie ed a lui, di alloggiare in un cottage nei pressi della sua villa. Sui rapporti fra Wagner e Mathilde si è molto discusso e - se è impossibile stabilire se i due ebbero o meno una relazione -certamente la donna, colta e sensibile, assunse per il Compositore il ruolo di feconda musa ispiratrice: in quel periodo Wagner era intento al primo atto de La Valchiria e stava concependo l'idea di un'opera ispirata alla leggenda  medievale di Tristano e Isotta. Wagner stesso definì due dei Lieder (Im Treibhaus e Träume) "studi" per Tristano e Isotta, e vi usò per la prima volta idee musicali che sarebbero state poi sviluppate nell'opera. In particolare, in Träume si può ascoltare il primo nucleo del duetto d'amore dell'Atto II, mentre Im Treibhaus (l'ultimo in ordine di tempo ad essere composto) utilizzò temi poi sviluppati nel preludio dell'Atto III.
Inizialmente, i cinque Lieder  furono composti per voce femminile con l'accompagnamento del solo pianoforte (Fünf Gedichte für Frauenstimme und Klavier era infatti il titolo originale), ma Wagner scrisse una versione orchestrata di Träume, eseguita da un'orchestra da camera il  23 dicembre 1857, sotto la finestra di Mathilde, come regalo per il suo compleanno. L'intero ciclo venne eseguito per la prima volta a Magonza il  30 luglio 1862. L'orchestrazione dei restanti quattro brani fu opera del direttore d'orchestra wagneriano Felix Mottl.
La seconda parte del programma è stata dedicata alla pagina di un autore che come Franz Schubert (1797-1828) ha fatto proprio del Lied la sua forma preferita di espressione: la Sinfonia n. 9 in Do Maggiore D 944, composta a Vienna nel 1825, conosciuta col nome "La Grande", per distinguerla dalla sesta sinfonia dello stesso compositore, chiamata "La Piccola", anch'essa in Do Maggiore.
Schubert compose la sua nona sinfonia nell'estate del 1825 e la portò all'orchestra della Gesellschaft der Musikfreunde  (Società dei Concerti di Vienna) affinché la eseguisse.  L'orchestra, però, rifiutò l'incarico, trovandola troppo difficile. L'autore a questo punto accantonò la partitura, che fu ritrovata tredici anni dopo  da  Robert Schumann (compositore, pianista e critico musicale tedesco) in una montagna di manoscritti accatastati in casa di Ferdinand, il fratello del Compositore, a Vienna.
Schumann rimase folgorato dall’originalità dell’opera: “Chi non conosce questa sinfonia, conosce poco Schubert- scrisse -Questa sinfonia ci conduce in una regione dove non possiamo ricordare d’essere già stati prima …qui c’è la vita in tutte le sue fibre…e questa divina lunghezza è come un romanzo in quattro volumi di Jean  Paul, che non finisce mai, per l’ottima ragione di lasciar creare il seguito al lettore” .
La sinfonia fu eseguita per la prima volta il 21 marzo 1940, al  Gewandhaus di Lipsia, sotto la direzione di Felix  Mendelssohn .

Paola Cecchini