“Oblivion Show 2.0: il Sussidiario” a teatro

11/04/2013

Non basta dire Oblivion. In queste settimane il termine non deve far pensare solo al nuovo film fantasy di Tom Cruise: sulla scena si muovono cinque attori-cantanti-cabarettisti che, reduci dal successo nella Rete, sono ora a teatro. Gli Oblivion, appunto. A Milano, al Manzoni, propongono uno spettacolo che appare subito diverso. Il sipario è ancora chiuso e si comincia come se si fosse davanti alla radio, giocando con i versi di Leopardi e Pascoli. Lo facevate a scuola? Sì, certo e anche qui, sul palcoscenico, quando si dice «ancòra» si mima l’àncora e «io amo» è l’amo che uncina la bocca del pesce.
Lo spettacolo degli Oblivion si chiama “Show 2.0: il Sussidiario”, lo stesso nome del libro di scuola di lontana memoria, unito al 2.0 chiaramente legato al web, che, come dicevamo, ha reso famosi gli Oblivion. E non è un caso che i riferimenti canori e i giochi sulle parole si rifacciano alle canzoni anni ’50 e ’60, anche con contaminazioni di classici. Giochi scolastici, richiami televisivi, ricordi di Quartetto Cetra, Cavalli Marci, Alessandro Bergonzoni (per le parole con significati diversi da cogliere al volo) compongono il Sussidiario. E ancora, canzoni con solo vocali o solo consonanti. Tutto si sussegue velocemente.
Il meglio arriva con un nuovo riferimento radiofonico: “Tutto il calcio minuto per minuto” diventa “Tutte le battaglie minuto per minuto”. Le voci, i veloci passaggi sono di lontana e buona memoria, che chiama in causa anche i ricordi scolastici della guerra di Troia, le guerre Puniche, Waterloo. Questa seconda parte è sicuramente la migliore e originale, più in grado di solleticare e divertire gli spettatori. Lasciata la ricreazione scolastica siamo alla satira contro il fascismo e quegli anni neri, che colpisce bene e a fondo e alla satira sul presente, giocata sul «yes, we can» (Obama), che diventa negazione con Bersani (in foto), richiamo a yacht con D’Alema, e al camper con Renzi.
Alla fine dello spettacolo, quasi un piacevole bis, gli immancabili “Promessi sposi in dieci minuti”, che li hanno resi famosi – sono oltre 2 milioni e 700 mila le visualizzazioni del video su YouTube -, giocati davanti a uno schermo che propone altri ragazzi impegnati nella loro parodia.

Oblivion Show 2.0: il Sussidiario
testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
Regia di Gioele Dix
Foto di Antonio Agostini
A Milano al Teatro Manzoni dal 4 al 24 aprile 2013

Valeria Prina