Veronika Voss a Teatro

23/04/2013

Fassbinder a teatro. Il suo penultimo film, Veronika Voss, è l’occasione per Pasquale Marrazzo di affrontare una regia teatrale per la terza volta, dopo un Pirandello poco pirandelliano e un altro testo da amare molto più al cinema (“La moglie del soldato”).
Lo spettacolo al Teatro Sala Fontana non è ancora iniziato che il pubblico si sente già calato nella scena, grazie al profumo del legno che invade la sala e che costituisce la bella scenografia, studiata dall’architetto Daniele Maliconti per essere avvolgente. Conseguente è la recitazione degli attori, che sembrano estraniati. Una recitazione da considerare ormai la cifra stilistica di Pasquale Marrazzo, che toglie ogni inflessione e ogni espressività agli attori: senza trasmissione di emozioni, salvo in alcuni momenti, con l’intenzione così di esaltarli. O con alcuni personaggi, come il produttore Pratorius (Michele Radice), che, con poche parole, riuscendo a far sentire il pubblico partecipe, rende più comprensibile la figura della protagonista, Veronika Voss (Raffaella Boscolo), un’attrice sul viale del tramonto. Il riferimento al film di Billy Wilder non è casuale, perché anche qui si crea un rapporto tra l’attrice, che vive nel passato, e un giornalista/sceneggiatore, Roberto Krohn (Emiliano Brioschi), più giovane, che se ne innamora e vorrebbe salvarla dagli oppiacei, di cui è ormai dipendente per colpa della dottoressa Katz, interpretata da Riccardo Buffonini (sì, proprio un attore).
Il rapporto dell’attrice con il cinema dà vita alle scene più belle. L’inizio con l’attrice Veronika Voss che recita in tedesco, applaudita da alcuni ammiratori/spettatori fa da contrappunto al finale. In quest’ultima scena noi capiamo che anche Veronika Voss è tragicamente morta sentendola dialogare con Henriette (Valeria Perdonò), fidanzata del giornalista, anche lei tragicamente morta/uccisa, quando stava per svelare le trame contro Veronika. Le possiamo immaginare in Paradiso e le sentiamo dialogare di United Artists, di Metro-Goldwyn-Mayer, di 20th Century Fox, di Hollywood fabbrica di sogni. Ed è un finale talmente bello e poetico – omaggio alla magia del cinema e del teatro e anche omaggio a Fassbinder che guardava con interesse il mito hollywoodiano -, che induce a considerare tra parentesi altre scelte registiche molto meno condivisibili.

Veronika Voss
Elsinor produzione
Sceneggiatura di Peter Märthesheimer e Pea Fröhlich
Soggetto di Rainer Werner Fassbinder
con Raffaella Boscolo, Emiliano Brioschi, Valeria Perdonò, Michele Radice, Davide Silvestri, Riccardo Buffonini, Francesco Meola, Andrea Romano, Gabriele Bajo

spazio scenico Daniele Mariconti
costumi Lucia La Polla

light design Claudine Castay
sound design Roberto Mozzarelli

aiuto regia Luca Ligato

allestimento Andrea Locatelli
audio e luci Rossano Siragusano
regia Pasquale Marrazzo
a Milano al Teatro Sala Fontana dal 4 al 21 aprile 2013

Valeria Prina