Il mistero dell'assassino misterioso

11/01/2014

Li ascoltiamo da dieci anni su Radio2 con Sei uno zero e li abbiamo visti al cinema nel film di Natale di Neri Parenti, Colpi di fortuna. A teatro riportano il loro personalissimo  'mistero dell'assassino misterioso', con una nuova regia, dopo alcuni anni dalla prima versione. Diretti da Mauro Mandolini, Lillo e Greg sono affiancati da Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano in un giallo molto pirandelliano, con dei personaggi in cerca di un perché (mentre gli autori sono stati trovati e come, ben chiari a tutti, cifra “Lillo e Greg®”).

Si parte dai cliché di genere e li si mette alla berlina, tutti.
Siamo in un castello immerso nel verde londinese, con un sinistro maggiordomo, un’anziana contessa trovata morta, i ricchi eredi borderline e un investigatore sagace a sbrogliare la matassa.
Come Agatha Christie insegna, il detective (Greg) deve riunire nel salone principale del castello i sospetti assassini della contessa Worthington per ricostruire con loro le dinamiche del reato, ma l'indagine viene sconvolta da un colpo di scena, anzi, da un colpo: un attore ha un malore e va sostituito. Dalla platea si propone il bibitaro, perché lui ha già assistito ad altre repliche, lui quella parte la conosce a memoria. Detto fatto, Lillo sale sul palco e da lì parte una girandola di equivoci, di escamotage per salvare il salvabile, perché il bibitaro non ricorda le battute e confonde le acque, tanto che l'investigatore-Greg crea un personaggio ad hoc, il maggiordomo, che può (in)seguire il bibitaro-Lillo per suggerirgli le battute giuste. Lillo continua a muovere la scenografia, scompigliare il copione e stravolgere la storia.

Rende il tutto più pepato la presenza in platea di un produttore che sta per chiudere il cast di una fiction incentrata su un detective molto particolare, un detective del cuore. Fatta la scoperta, ognuno è voglioso di mostrare (al produttore) le proprie doti investigative, quindi si lancia nella sua indagine e rivede il proprio personaggio, dandogli maggior spessore e rubando la scena al resto della compagnia. Su tutti svetta il bibitaro insurrezionalista che obietta a più riprese: lui le indagini non le condurrebbe in quel modo naïve.

Un surreale mix di Pirandello e Monty Phyton a descrivere gli egoismi e le meschinità degli attori, a riprodurre una commedia metateatrale che, in scala, è la Commedia Umana. Gelosie, invidie, rancori e falsità sono ben resi attraverso i ritmi serrati di certe battute oblique.
Un giallo al vetriolo potenziato con tanto umorismo di situazione e della sana perfidia umana.

Fino al 19 gennaio al Teatro Olimpico, poi a Milano al Teatro Nuovo e a Torino.

Con: Lillo, Greg, Vania Della Bidia, Danilo De Santis e Dora Romano
Regia: Mauro Mandolini
Scenografia:  Andrea Simonetti

Maria Vittoria Solomita