Il movimento al Manzoni

20/01/2014

Non sempre le parole sono necessarie per fare spettacolo e divertire e affascinare il pubblico. Su questo presupposto si basa il programma “Il movimento”, nell’ambito dell’attuale stagione teatrale del Teatro Manzoni a Milano. Si tratta di otto spettacoli, che, senza parole, si propongono di comunicare emozioni al pubblico. Sono spettacoli molto diversi tra loro, a volte ironici, altre volte magici, che si rivolgono a spettatori dai gusti, la cultura, la lingua e l’età differenti.
Per uno spirito romantico e per chi si sente toccato da problemi come la solitudine e la ricerca del partner ideale è il prossimo appuntamento: è “Blind Date”, che vede in scena la Tanztheater des Staatstheaters Darmstadt dal 27 al 29 gennaio. Con le coreografie e la regia di Mei-hong Lin i danzatori, vestiti come noi, affronteranno un appuntamento al buio, con tutta la malinconia, il batticuore, il desiderio, insiti nella situazione. Dell’incontro con un possibile partner la coreografa taiwanese, puntando sulla leggerezza della danza, coglie anche l’aspetto malinconico, con quel tanto di delusione che spinge a cercare la felicità in un nuovo incontro.
Chi ama l’opera ed è abituato a porsi domande non si lascerà sfuggire “Madame Butterfly’s son”, in programma dal 17 al 19 febbraio. Con l’Imperfect Dancers Company sarà invitato a immaginare la sorte del figlio della protagonista dell’opera pucciniana e insieme a lui, cresciuto negli Stati Uniti, affronterà una cultura diversa.
Chi cerca insoliti brividi misti a risate si divertirà con La Familie Floz. La compagnia tedesca anima un albergo che di paradisiaco ha solo il nome. “Hotel Paradiso”, con i protagonisti tutti con una maschera in volto, è in cartellone dal 13 al 16 marzo.

Per chi è attento a quanto avviene oltralpe nel mondo della danza è l’appuntamento dal 9 al 13 aprile con il Victor Ullate Ballet di Madrid. Si potrà vedere il “Bolero” di Ravel, ambientato in un caffè degli anni ’20 secondo le coreografie di Victor Ullate, l’omaggio a Béjart (“Apres toi”) per terminare con “Jaleos”.
Chi ama la danza atletica si divertirà a vederla dissacrata con “Slips Inside”. Dal 24 al 27 aprile con il duo Okidok e i loro giochi d’equilibro, le cadute, l’abbigliamento molto particolare le risate saranno stimolate.
Per chi apprezza la tecnologia portata in palcoscenico, ma anche la bella musica, è “Le Quattro Stagioni”. Dal 5 al 7 maggio Spellbound Contemporary Ballet sulle musiche di Vivaldi (ma non solo) darà vita a una commistione tra danza e tecnologia, sotto forma di proiezioni di immagini.
Altri due spettacoli, invece hanno già caratterizzato gli scorsi mesi di Movimento. I primi giorni del 2014, con “The Best of Image” del Black Light Theatre Image di Praga, hanno visto in scena la magia della luce con un gran gioco di colori. Grazie alla tecnica della luce ultravioletta, la luce nera, i performers, muovendosi su uno sfondo totalmente nero, hanno dato vita a figure incredibili. A volte sembra che volino oppure che saltino su una rete fatta di luce verde, a volte sembrano muniti di ali colorate oppure appaiono come silhouette azzurre che si muovono sul nulla, apparentemente in equilibrio uno sull’altro. Appaiono quasi nascosti da grandi figure irreali, che cambiano forma muovendosi. Dietro di loro si librano nell’aria dischi e palline colorati. Diventano come dei semplici fili di luce colorata o muovono grandi raggi verdi, portano su di sé un colore o righe colorate. Muovendosi danno vita a figure colorate che solo la fantasia può immaginare. E, senza alcuna parola, l’effetto di movimento, di volo e di estrema leggerezza riesce a conquistare gli spettatori. Ogni numero è totalmente diverso dall’altro, accompagnato dalla musica contemporanea. Tra gli spettatori si sono visti molti bambini, a dimostrazione di quanto questo cartellone sia adatto a tutte le età, che si sono divertiti con dei numeri comici con mimi, che, sospendendo il ritmo e la magia con illuminazione anche tra il pubblico – e non sono certo il motivo di fascino del Teatro nero di Praga né quello caratterizzante – si suppone permettano ai performes di prepararsi al numero successivo.
Lo spettacolo The Best of Image è un estratto del lavoro dell’Image Theatre, attivo a Praga dal 1989 (il primo lavoro andò in scena nel 1990). Considerandolo dal punto di vista di questa compagnia si può leggere anche come un inno alla libertà, al piacere di dare libero sfogo alla fantasia, uscendo da canoni precostituiti: un po’ quanto, più in generale, stava avvenendo a Praga in quegli anni. Questo pur senza rinnegare la tradizione, che aveva visto il teatro nero nascere e conquistare Praga negli anni bui.

Valeria Prina