Romeo e Giulietta, vi raccontiamo tutto

24/01/2014

Emozioni, energia, amore, ma anche forza del destino, odio. Ovvero, grande spettacolo che coinvolge occhi, cuore, orecchie, mente: è “Romeo e Giulietta”. Portato in scena a Milano al nuovo teatro Linear4Ciak, con sottotitolo “Ama e cambia il mondo”, nella versione opera musicale, come preferisce definirlo il produttore David Zard, riesce a trasmettere, con una rinnovata forza, tutti quei sentimenti universali, alla base della vita di ognuno, che Shakespeare ha saputo raccontare. Le splendide voci degli interpreti; una canzone che è già molto famosa (“Ama e cambia il mondo”); una scenografia che si avvale di proiezioni tridimensionali in continuo cambiamento, grazie a sei proiettori sincronizzati a 20 millesimi al secondo («la prima volta al mondo che vengono usati in teatro» informa David Zard); i costumi che sanno rievocare un’epoca o sono coloratissimi e fantastici, come nella fantasia di Mercuzio (“La regina Mab”); le coreografie con vari momenti, tra i quali uno di breakdance, animate da ottimi ballerini italiani; la regia di Giuliano Peparini che non lascia momenti di vuoto, sfruttando anche i cambi di scena con movimenti dei ballerini tra il pubblico o davanti al sipario: tutto concorre a catturare gli spettatori e rendere eccezionale lo spettacolo.
La scenografia, dicevamo, coinvolge più piani: richiami dell’epoca con particolari di pitture famose, di architetture, di motivi grafici fanno da sfondo, con un effetto tridimensionale e un continuo movimento, mentre ai lati, simbolicamente, troviamo le due casate. Al centro si muovono i protagonisti, anche su strutture mobili che aiutano a far risaltare l’azione. Ci sono i momenti di massa, con gli splendidi scontri, fino a quello più drammatico, tra Montecchi con Romeo, Mercuzio e i compagni da una parte e i Capuleti dall’altra. E’ una energia palpabile che si trasmette al pubblico fino all’emozione finale. Come gli spettatori si sentono partecipi dei momenti più intimisti: dall’incontro tra Romeo e Giulietta, fino al tragico epilogo.
A dar forza allo spettacolo concorrono il cast e lo spazio teatrale stesso. Il primo affianca attori con grande esperienza ai due protagonisti del titolo, entrambi molto giovani e dunque credibili nel ruolo, come spesso non era accaduto in altre versioni, cinematografiche e non. Giulietta è Giulia Luzi, vista nei Cesaroni televisivi, ben consapevole di aver debuttato nel musical al top: «Perché sono stata scelta? Per la semplicità, credo, che è cominciata con il presentarmi alle audizioni vestita in modo molto semplice, con dei leggins». Accanto a lei, nel ruolo di Romeo, Davide Merlini, che il pubblico ha conosciuto a X Factor. Racconta di aver scoperto che David Zard sperava uscisse presto dalla trasmissione perché «deve fare il mio Romeo»: così al provino era da solo. «Quando indosso il costume, allora mi sento davvero Romeo e tutti i movimenti mi vengono naturali. Ci sono anche dei momenti che sento “divertenti”: ad esempio quando cantiamo “I re del mondo”. Mentre, dopo la morte di Mercuzio, mi dico “il più è passato”». Quell’ansia, quella sana agitazione che prende sul palco per loro si traduce in emozione da trasmettere. E certo è un palco non da poco: quasi 800 mq, con 35 metri di lunghezza per 22 di profondità. Su questo è costruito il teatro. Per ospitare questa, che David Zard è consapevole essere «la più grande produzione fatta in Europa per il più grande e spettacolare musical mai visto in Italia», è stato costruito ex novo un teatro tenda da 2.862 posti, con  buona visibilità nel 99 per cento dei posti («quell’uno per cento non lo vendiamo»). Allungata la tenitura, rispetto al primo annuncio, per poter rientrare nei costi enormi di montaggio e allestimento, è stato calcolato che verrà raggiunto il pareggio con 60 mila spettatori. Che, è facile prevederlo, saranno di tutte le età, a cominciare dai giovanissimi quattordicenni (è previsto anche il sabato pomeriggio, oltre alla domenica). Previsioni realistiche, perché, fa notare Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del Comune, «negli ultimi due anni il numero di rappresentazioni è raddoppiato e Milano è in controtendenza rispetto ad altre città: lo spettacolo dal vivo a Milano gode di grande salute». Oltre, naturalmente, a una forte tradizione. E infatti nel denominazione del nuovo teatro compare un nome storico della scena milanese: è stato scelto di usare il nome Ciak – spiega Gianmario Longoni, coinvolto nell’operazione e nella gestione della programmazione del teatro – perché quello era un teatro non convenzionale: il Ciak era un teatro popolare, come intende esserlo questo». L’altro nome, Linear, viene invece dallo sponsor, la compagnia di assicurazioni online del gruppo Unipol.
E come inaugurare il più grande teatro tenda italiano, con un’anima popolare, se non con un’opera popolare come il dramma di Shakespeare nella versione musical, che è sempre più amata dal pubblico, con voci di grande esperienza insieme ad altre giovani, che il pubblico ha già scoperto attraverso un altro mezzo? Per un risultato ad alto fattore spettacolare ed emozionante.

Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo
produzione di David Zard, tratto dall’opera di William Shakespeare
musiche e libretto di Gérard Presgurvic, versione italiana di Vincenzo Incenzo
regia di Giuliano Peparini
con Davide Merlini (Romeo), Giulia Luzi (Giulietta), Vittorio Matteucci (Conte Capuleti), Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo Di Minno (Principe), Barbara Cola (Lady Capuleti), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Silvia Querci (Nutrice), Giò Tortorelli (Frate Lorenzo).
Coreografie di Veronica Peparini; Scenografia di Barbara Mapelli; Costumi di Frédéric Olivier; Casting Director e Vocal Coach Paola Neri; Acting Coach Sandro Querci
A Milano al Linear4Ciak (viale Puglie), prorogato fino al 2 marzo

Valeria Prina