Nell'Oceano il Mondo

23/05/2014

Dopo varie repliche in Italia, per Enoch Marrella e Andrea Ciommiento è la volta di Bruxelles.
 L'Istituto Italiano di Cultura ha, infatti, ospitato il monologo "Nell'oceano il mondo",  già ben accolto a Roma, Bologna e Udine.
La storia è quella di un italiano che parte per gli Stati Uniti, stranamente non in cerca di lavoro: l'adolescente Fausto ha l'opportunità di studiare un anno in Virginia. Ovviamente, poi, in America ci resterà, come insegnante di italiano, perché i sogni si realizzano sempre, oltreoceano, anche quando non si sa bene cosa sognare.
Prima di arrivare a maturazione, però, il progetto di vita di Fausto richiede riflessione, studio, analisi. E questo è il pretesto per innescare un cortocircuito di luoghi comuni, quelli sugli americani e quelli sull'italiano all'estero: la salsa va cotta a fuoco lento per delle ore, la zia a lutto di nero vestita, la messa domenicale, la tendenza a farsi ambasciatori della cultura italiana nel mondo. In effetti, Fausto va oltre, rivelando una vera e propria ossessione per il Medioevo e Dante, che recita a memoria, e di cui pensa un Inferno ambientato ai nostri giorni, con il girone dei "feisbuccari" e tanto di profilo personale di Conte Ugolino e di Minosse.
Internet, il vero oceano in cui perdersi.  "Il mondo viene travolto da internet. Masse di teenagers si accalcano sul battello di un Caronte digitale che «batte coi remi chiunque s’adagia», dalle chat ai social network", precisano le note di regia.
L'Oceano, la vastità dell'acqua, li ritroviamo nell'assenza di strutture costrittive, non c'è scena per Marrella. Tutto è parola, solo parola, quindi l'attore non può che cercare di essere il più evocativo possibile, tarantolandosi se necessario.
E il suo personaggio pure è morso da alcuni input stelle-e-strisce, perché negli Stati Uniti tutte le tendenze e gli stili di vita si sviluppano prima, rispetto all'Europa, e Fausto ne resta affascinato. Abitudini alimentari e spirituali lontane dalle sue, tatuaggi di dubbio gusto, baseball, college party e scoperte web (attraverso una chat, conoscerà la ragazza dei suoi sogni, ovverosia la fidanzata del cugino, eh la Virginia è piccola): tutto lo strega, e lui ci annega dentro, simpaticamente.
Il regista, Andrea Ciommiento, motiva questo monologo col "desiderio di un controcanto costruttivo sulle nuove devianze che stanno cambiando il nostro vivere quotidiano".
Oltre alle devianze, però, il testo gioca (molto) coi cliché, li mischia, li incastra e li esporta. Gli italiani in sala ne ridono, non si sa fino a che punto. Certo, sarebbe interessante vedere "Nell'Oceano il mondo" a New York, o comunque portato in scena in quegli Stati uniti di cui tanto si parla. La scena del giorno del ringraziamento acquisterebbe sicuramente un altro sapore.


Titolo: Nell'Oceano il mondo
Drammaturgia e regia di: Andrea Ciommiento
Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, 13 maggio 2014

Maria Vittoria Solomita