Dignità autonome di prostituzione

03/05/2008

Alla Fonderia Delle Arti a Roma è in scena lo spettacolo "Dignità autonome di prostituzione", ideato e diretto da Luciano Melchionna. Un esperimento teatrale in cui gli attori sono prostitute, e si paga se e quanto la prestazione piace. Da via Assisi si entra nella Fonderia (una scuola di teatro e arti) e si acquistano dei tagliandi (4 per dieci euro) con i quali si possono comprare le prestazioni delle prostitute (attori). Delle Maitresse che ricordano molto il Rocky Horror Picture Show ti accompagnano su e giù per le scale, suggerendoti performance e reclamando i tagliandi. Gli spettacoli sono a volte di impostazione tradizionale (un attore che monologa al pubblico), altre volte sono più personalistici, secondo una moda molto in voga negli ultimi anni, che però fa (quasi) sempre colpo. Noi siamo finiti prima dall'inquisitore, dove un attore ci ha vomitato addosso un brano tratto/ispirato a Dostojevski. Una persona al centro (attivo), è diventato il coprotagonista muto, gli altri quattro attorno hanno spiato da delle fessure la performance, forse troppo lunga, sicuramente monotona e senza guizzi, non ben diretta (ma l'attore è veramente bravo). Usciti da lì saliamo le scale verso il Pompiere. Un attore JukeBox con 19 pezzi pronti, che a secondo del numero richiesto dagli spettatori propone un pezzo teatrale. A noi è capitato un canto di Dante, corrispondente al numero 17. A recitare (debuttava ieri sera) era Giorgio Colangeli, attore cinematografico di fama, nonché tra gli attori di Distretto di Polizia 7. Bravo ed efficace. E straniante il fatto che fosse vestito da pompiere... chissà perché. Da lì scendiamo verso i bagni dove in un piccolo stanzino un'attrice ormai non più giovane ci fa uno spettacolo per due spettatori. Uno che guarda, uno che ascolta e partecipa. Racconta di lei attrice ormai vecchia e senza futuro, che ha dato poco al teatro ma ha preso tanto. Malinconica e triste, l'impressione è che fosse in parte la sua storia. Risaliamo al corridoio del bordello e Lia, la tenutaria del bordello, ci indica Anya, una prostituta Slovacca che ci aspetta fuori nella sua auto, ma prima ci fermiamo meravigliati a farci stupire dai giochi di magia di un'artista da strada prestato al bordello. Bravo e simpatico. Anya ha i capelli rossi e la pelliccia finta bianca. La sua macchina è la sua vita e lì raccoglie i clienti. Sprazzi di vita vissuta escono dalle sue parole, ma ecco che cala la maschera e si racconta realmente. Torna l'accento italiano, e dice che si finge dell'est per guadagnare di più, racconta della famiglia. Ti guarda negli occhi, ti offre il caffè, ti tocca la mano, ti fa domande. Sembra di parlare in macchina con un'amica di un amico. La situazione è surreale e realissima, realityssima. Efficace e teatrale. Rientriamo nel bordello per spendere gli ultimi tagliandi. Uno lo lasciamo al cantante barbuto che gorgheggia canzone di Frank Sinatra con le calze ricamate, i tacchi a spillo e le braghe calate. Gli altri li diamo a "Nuda Gratuita", un'attrice completamente denudata per colpire, per essere protagonista, per diventare commerciale, in polemica con il mondo del teatro. Un testo abbozzato e superficiale, senza ritmo e scritto male, con una recitazione pessima e senza controllo. Nuda Gratuita è stata l'unica nota stonata della serata, se passate dal bordello della Fonderia, non entrate nella sua stanza. Per il resto il progetto è interessante e curioso, spiritoso e originale. Sicuramente manca un po' di compattezza, tutto il percorrere è lasciato molto al caso, il che è il suo bello, ma anche il suo punto debole. Inoltre i brani recitati non sono tutti omogenei. Tematiche troppo diverse, stili troppo diversi. Non c'è unità, ed è un peccato. Ma sicuramente vale la pena fare un salto in via Assisi, a Roma, dove Gli attori prostituti sono in scena fino a quando ci sarà qualcuno a vederli. Per un contatto vedere il myspace del progetto: http://www.myspace.com/dignitaautonome.

Giona Peduzzi