La finestra sui cortili con i Legnanesi

26/12/2014

I Legnanesi incontrano Hitchcock? “La finestra sui cortili”, titolo del loro nuovo spettacolo, in scena a Milano al Barclays Teatro Nazionale dal 31 dicembre al 22 febbraio, richiama alla mente il famoso film con James Stewart e Grace Kelly. E’ inevitabile e non è casuale, perché il cortile, si sa, è l’ambito in cui si muovono i componenti della famiglia Colombo e i loro vicini. La Mabilia, la Teresa, il Giovanni – l’articolo è tipico del loro dialetto, che ormai è sempre più milanese piuttosto che legnanese – dalla loro finestra scrutano il mondo, che dal cortile si allarga fino a tutta l’Italia. Per poi tornare a guardare il cortile, perché è lì che si perpetra il grande furto: nella notte sparisce la porta del gabinetto in comune. L’acquisto della nuova porta sarà foriero di discussioni, battibecchi e – si può facilmente ipotizzare – risate per il pubblico. Che, nella seconda parte dello spettacolo vedrà la famiglia Colombo cimentarsi con la gestione di una edicola, dove sono ormai entrati prodotti innovativi. E’ qui che la Mabilia, ingrassata, cercherà una soluzione per dimagrire, introducendo nella sua dieta l’«Aloe pera»? L’Aloe, naturalmente, in questo caso si chiama davvero «pera», nello spirito irridente dei tempi nostrani, che sempre ha caratterizzato i Legnanesi. Fin dalla loro nascita, voluta come satira di Wanda Osiris e i suoi boys. Che ci sono anche qui e continuano a essere presenti, sempre con le stesse caratteristiche: non ballerini professionisti, ma ragazzi che studiano, si divertono, preferiscono stare dietro le quinte che in camerino.
Ironia, voglia di divertire, risate sono la carta d’identità dei Legnanesi nei costumi da «pover crist». Ma a questo si contrappone lo sfarzo, con costumi sempre nuovi, tanti, da far invidia a showgirl e Bluebell e lasciare a bocca aperta per la bellezza. Ma l’ultima uscita, sempre, è in smoking, perché i Legnanesi – e ci tengono a sottolinearlo regolarmente – sono uomini vestiti da donne, non travestiti. Gli abiti femminili erano stati una scelta obbligata quando la compagnia amatoriale dialettale era stata fondata, nel 1949, da Felice Musazzi. Allora, infatti, una disposizione del Cardinale Schuster vietava le rappresentazioni teatrali promiscue. Gli anni sono passati, la tradizione è rimasta e Antonio Provasio si veste da Teresa, Enrico Dalceri da Mabilia, mentre Luigi Campisi è il Giovanni. Attorno a loro un grande cast per un totale di 43 attori, che rappresentano quella che è forse la più numerosa compagnia italiana. E che miete successi: li hanno chiamati anche da Buenos Aires. Per ora però festeggeranno il debutto e la fine dell’anno insieme, a teatro a Milano, con il pubblico.

Valeria Prina