Gospodin

24/01/2015

Dal 22 al 25 gennaio presso il teatro Menotti di Milano è in scena Gospodin diretto da Giorgio Barberio Corsetti tratto  dal testo teatrale del drammaturgo tedesco Philip Lohle, in pianta stabile presso il Maxim Gorki Theather di Berlino. Il protagonista dello spettacolo è un intenso e dinamico Claudio Santamaria, uno dei migliori attori della sua generazione.
Il testo scritto dal giovane drammaturgo tedesco, Philip Lohle classe 1978, è la parabola di un uomo un po' stralunato che combatte eroicamente ma al contempo ingenuamente la sua esistenza quotidiana contro l'elemento che secondo lui corrompe tutta l'esistenza dell'uomo ovvero il denaro.
Claudio Santamaria è Gospodin, un anti-eroe tragicomico ed un po' poetico che vive, in una non precisata città tedesca,  di espedienti portando in giro un lama, ma quando Greenpeace gli porta via l'animale accusandolo di maltrattamenti ne rimane  sconvolto e decide che bisogna assolutamente rifiutare l'uso del denaro e da quel momento decide di procurarsi ciò di cui ha bisogno attraverso il baratto. Scelta estremamente  radicale che lo porterà inevitabilmente a scontrarsi con la Società, in primo luogo con la sua compagna che  non esiterà ad abbandonarlo portandosi via tutto, anche i mobili...Naturalmente non racconto oltre della storia, lo spettacolo va visto.
 Gospodin non lascia indifferente lo spettatore, anche se a tratti risulta un po' ostico e probabilmente l'epilogo è troppo sbrigativo, ma nel complesso è senza dubbio da vedere con attenzione. La regia è molto dinamica ed al contempo scarna senza tanti orpelli scenici. Ottimi gli interpreti, oltre al già citato Claudio Santamaria, Valentina Picello e Marcello Prayer straordinari e camaleontici
Da vedere assolutamente, ma purtroppo lo spettacolo resta solo 3 giorni per il pubblico  milanese e ciò è un vero peccato perché si tratta di una riflessione divertita non banale né tantomeno superficiale sulla ''religione'' dell'uomo moderno cioè il Dio denaro. Molto buono da non perdere assolutamente.

Ettore Calvello