Il pił bel secolo della mia vita

17/03/2015

Approccio agrodolce alla paradossale legge n.184/1983 che nega ai figli di N.N. il diritto alla conoscenza della propria identità e  quindi quello alla salute (impedendo la prevenzione di patologie familiari). Tema forte trattato con leggerezza al Cometa. Dopo Roma, tappe a Napoli e Messina.

Età media 25 anni, con punte di 75 e 15. Una sala gremita (anche) di diversamente giovani per la prima esperienza teatrale di Luigi di Capua, fondatore e attore del collettivo “The Pills” (con Luca Vecchi e Matteo Corradini), la web-serie che, con mezzo milione di visitatori a episodio, sta approdando al cinema prodotta dalla Taodue. Forse che il trio Colangeli-Montanari-Bardani (Alessandro è coautore dell'opera) oramai spazia tra TV, teatro e cinema, quindi un certo seguito lo smuove; forse che nella prima settimana di programmazione, il Cometa ha pianificato una promozione sui biglietti a prova di teenager.
Resta il fatto che “Il più bel secolo della mia vita” sta raccogliendo proseliti, nonostante il tema: la legge 184/83, che nega ai figli adottati e riconosciuti alla nascita di sapere il nome della propria madre biologica prima di compiere i cento anni di età. L’Associazione Figli Adottivi e Genitori Naturali (FAeGN) lotta proprio per l’abolizione di questa legge tutta italiana, dichiarata peraltro non conforme alla Costituzione dalla stessa Corte Costituzionale. E il disagio resta confermato per circa 3 milioni di “fratelli di culla”.

Neanche a dirlo, lo spettacolo comincia con una riunione alla FAeGN, in cui il nevrotico Giovanni (Francesco Montanari) presenta un ospite, l'anticonformista Gustavo (Giorgio Colangeli). Entrambi adottati, affrontano diversamente l'impossibilità di conoscere la madre biologica. Giovanni ne è ossessionato e cova un'insicurezza oramai cronicizzata, che pervade tutta la sua esistenza, tanto da mettere continuamente a repentaglio la relazione con la fidanzata Arianna (Maria Gorini). Gustavo, invece, sembra troppo vitale per farsi deprimere dalla mancanza di origini; è un passionale, un adolescente evergreen, ama McDonald’s, pubblica foto su Instangram e chatta col suo Iphone. In più, ora che sta per compiere cent'anni, potrà sapere di chi è figlio, anche se probabilmente si troverà di fronte una lapide. Di qui lo scontro fra i due.
«Il loro - racconta Montanari - è un rapporto conflittuale e coinvolgente. Una differenza d'approccio che è anche  generazionale. Lo spettacolo è ambientato ai giorni nostri, quindi Gustavo è nato durante la Prima Guerra mondiale e ha fatto la Seconda, ha vissuto sulla propria pelle i drammi del secolo passato, è più concreto; l'altro appartiene a una generazione che fa fatica a trovare dei punti di riferimento.»
Giovanni e Gustavo si scoprono distanti, ma al contempo più prossimi di quanto credevano, nell'acquisita consapevolezza che "tutti hanno una genitrice, molti hanno anche una madre".
E i due interpreti prossimi lo sono stati già, lavorando insieme nel pluripremiato “Ce l’hai un minuto?”, cortometraggio scritto e diretto nel 2013 dallo stesso Bardani. L'affiatamento si vede. Nella squadra-vincente-che-non-si-cambia anche i produttori, Marco e Matteo Morandini, e gli autori delle musiche, i Deserto Rosso.

Il testo è scritto a quattro mani da Bardani e Di Capua, cui si aggiunge in alcuni passaggi Vita Rosati. La coralità porta un primo atto più rapido e dinamico; più intimista e quasi nostalgico il secondo.
Diversi gli spunti di riflessione, in una pièce in cui i punti di vista si scambiano, si evolvono, si alternano e magari si fondono.
L'allestimento scenico minimale valorizza le capacità attoriali del duo; le musiche dei Deserto Rosso amplificano alcuni snodi narrativi. Nel complesso, una buona riuscita.

E poi, riscalda e rincuora questo cortocircuito di N.N.: una pièce su genitori ignoti pensata ed interpretata da figli “artisticamente “ di N.N..  La prova che un posto al sole ogni tanto si libera.

Teatro della Cometa. Fino al 29 marzo.
Via del Teatro Marcello, 4

scritto e diretto da Alessandro Bardani e Luigi di Capua
collaborazione al testo: Vita Rosati
aiuto regia: Ileana Nastasi
con: Giorgio Colangeli, Francesco Montanari, Maria Gorini
musiche: Deserto Rosso



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Maria Vittoria Solomita