That's amore

11/04/2015

Una storia come tante, o meglio, un epilogo come se ne vedono, sentono e, per fortuna o purtroppo, se ne vivono. Ci si lascia. Non si sa bene dove collocare l'inizio del declino, ma la parabola amorosa ad un certo punto crolla.
Nel testo di Marco Cavallaro, la parabola è ben strutturata. Nel primo atto, Lei (Claudia Ferri) molla Lui (Cavallaro), goffo ed ignaro della tragedia, “impegnato come al solito a guardare il culo delle altre”, argomenta Lei. Esplodono i classici scontri, carichi di misantropia di genere. Lui ricorre all'ironia per sdrammatizzare, ma Lei quell'ironia neanche la subodora, anzi, si inalbera e liquida Lui. Il pretesto narrativo fa cambiare scena, umori e coppia.
Nel secondo atto, i soggetti Lui2 e Lei2 sono alla vigilia del day after. Per una stramba combinazione (leggi “imbroglio dell'agenzia immobiliare”), affittano lo stesso appartamento e, a mo' di fenici, si preparano alla rinascita dopo la rottura.
La convivenza coatta, però, fa esplodere gli stessi rancori, gli identici malintesi e i fraintendimenti che hanno già siglato la rottura della relazione di Lui e Lei.
La differenza, questa volta, è data dal terzo incomodo. In questo loculo postatomico, infatti, mentre il Lui2 rema contro ogni donna e la Lei2 avversa ogni uomo, arriva la terza vittima dell'agenzia immobiliare, l'Altro (Marco Maria Della Vecchia).
Parte così il terzo atto, dove l'archetipico aiutante fa emergere con ironia i desideri dei due protagonisti, incrociandoli, e crea la giusta tensione che porta alle agnizioni finali.

Gli interpreti tengono bene in scena, sbrigliandosi nei diversi ruoli che l'ora e mezza di spettacolo richiede. Marco Cavallaro scrive e dirige l'opera (già al Teatro San Paolo lo scorso anno), buona la voce di Claudia Ferri, versatile Marco Maria Della Vecchia.

La scenografia è molto funzionale alla messa in scena, semplice, fissa per gran parte del tempo. Primo atto sul proscenio, secondo e terzo in un appartamento minimale, con una serie di porte che vengono ripetutamente sbattute ed equivoci che ricordano un certo théâtre du vaudeville.

La commedia è gradevole, maliziosa, veloce, senza troppe pretese, condita con un bel po' di note (le musiche originali di Piero di Blasio).
Da vedere, se si è solitamente troppo ancorati alle prime apparenze, o se si è in fase di “ricollocazione amorosa”.


Teatro de' Servi. Roma. Fino al 19 aprile.
Scritto e diretto da Marco Cavallaro
con: Marco Cavallaro, Claudia Ferri, Marco Maria Della Vecchia
Musiche originali: Piero Di Blasio
Scene: Federico Marchese
Costumi: M.M.D.V.

Maria Vittoria Solomita