Enrico Montesano: permesso

03/05/2008

Non vogliamo dare delle soluzioni, ma solo toccare degli argomenti che stanno nella pancia della gente, sono nella loro testa, sono rimasti sul loro stomaco: così Enrico Montesano presenta lo spettacolo di cui è regista e protagonista sempre in scena. Intitolato "E' permesso" vuol far ridere (e ci riesce) evitando il buonismo e il politicamente corretto. Tutto questo è già chiaramente indicato dalla scenografia con il lampadario da salotto che troneggia al centro, come dire: la penso come voi, stufo delle posizioni apparentemente per bene, ma non realmente sentite. Alle spalle di Montesano c'è l'orchestra, che accoglie il pubblico all'ingresso, suonando in una scena con sipario aperto. Montesano, durante le due ore e mezzo di spettacolo, affronta un po' tutti gli argomenti che toccano la gente in questo periodo, alternando momenti differenti, con satira politica ma anche sociale: propone la votazione per Veltroni santo subito, ma parla anche delle definizioni edulcorate, considerate politicamente corrette (ma un po' ridicole). Ci sono battute, imitazioni, personaggi che fa rivivere sulla scena, un racconto tutto fatto con i rumori, che inizia (naturalmente) con l'incipit più famoso (era una notte buia e tempestosa). Non manca il momento serio-romantico dedicato alla luna, con versi di Leopardi e una ballerina vestita in tema. E c'è molta musica con molte canzoni, spesso ironiche e del passato, cantate insieme a 8 cantanti- ballerini, a cui si aggiunge uno strano suggeritore: il gobbo. Quello della televisione? No, un gobbo vero (naturalmente un giovane attore con gobba posticcia). Perché anche su questo - la televisione - è giusto scherzare. Montesano dunque, con uno spettacolo perfettamente equilibrato, gioca con lo spettatore: lo fa sorridere e pensare, lo fa ricordare e indignare, lo fa sognare, lo conquista con la sua simpatia, evitando sempre accuratamente l'offesa nei confronti dei personaggi su cui fa sorridere e rifuggendo dallo sghignazzamento fine a sé stesso. Dopo Milano, dove lo spettacolo arriva dopo aver conquistato 85 mila spettatori, sarà a Firenze, Torino, Palermo, Avellino, Napoli, Salerno, Carpi, Roma al Brancaccio, ultima tappa in assoluto, perché Montesano annuncia che non farà più tournè. Vuole invece aprire una scuola di educazione teatrale, per attori, ma anche altre figure legate al teatro. Al Manzoni invece, dal 4 dicembre al 6 gennaio, al posto dell'annunciato spettacolo con Johnny Dorelli (per problemi di salute del protagonista) sarà in scena Giuliana De Sio con Il laureato, di cui è nota la versione cinematografica con Dustin Hoffman e Anne Bancroft. Al Teatro Manzoni di Milano fino al 2 dicembre.

Valeria Prina