Newsies

12/11/2015

Al cinema era stato un flop - in Italia Newsies era arrivato solo in videocassetta come inedito -, ma il musical in Usa, a Broadway dal 2012 e ora in tour, è un grande successo, vincitore di premi per coreografie e colonna sonora. Ora è in scena al Barclays Teatro Nazionale a Milano con la regia di Federico Bellone.
Al centro di Newsies, il nuovo musical in versione totalmente italiana, è una storia vera. I lustrini e le paillettes - ma ci sono ancora le paillettes nei musical di oggi? – qui sono sostituiti dallo sciopero degli strilloni, una figura di cui forse oggi si è perso il ricordo, ma che è stata al centro del successo dei giornali, quando questi erano l'unico mezzo di comunicazione esistente.
Il velatino con la pianta di New York vista dall'alto e la datazione, 1899, dà agli spettatori le prime informazioni. È il momento in cui agli strilloni, tutti ragazzi molto giovani e in gran parte senza una famiglia, è affidata la diffusione dei giornali. Quando Pulitzer - sì proprio lui - decide di aumentare l'appeal dei giornali con foto più grandi, e dunque costi maggiori, l’unica soluzione che trova per guadagnare di più è diminuire il guadagno degli strilloni. Questo li induce a dichiarare sciopero. Ma siamo nel 1899 e manca totalmente una organizzazione degli scioperi. In più stiamo parlando di uno sciopero che si ritorce contro gli editori di giornali e dunque viene a mancare quella voce fondamentale che è la stampa, in grado di attirare il consenso del pubblico grazie alla conoscenza delle motivazioni. Come la storia si evolva lo potete scoprire andando a vedere il musical, resta da dire di tanti sottotemi che si innestano, come, oltre al ruolo fondamentale della stampa, l'importanza delle immagini - vedendo lo spettacolo sarà più facile coglierla -, ma anche il difficile ruolo delle donne: in quell’epoca sembravano inconcepibili delle donne giornaliste, se non relegate a occuparsi di temi più frivoli, come gossip e moda, anche se qui si parla di recensioni di spettacoli teatrali. Si parla anche del sogno di una vita migliore, e comunque diversa, in un mondo tutto da scoprire come Santa Fe.

L'ambientazione è splendidamente ricostruita grazie a una scenografia che sa essere molto mutevole, con molti cambi. Al centro, spesso, è il Pulitzer Building, sede del giornale pubblicato da Joseph Pulitzer, che con 94 metri di altezza è uno dei pochi grattacieli nella New York del 1899. Qui si muovono personaggi che la storia renderà particolarmente famosi come, oltre a Pulitzer, anche Theodore Roosevelt, qui governatore della città e destinato a diventare il presidente degli Stati Uniti e poi immortalato sul Monte Rushmore. Qui vediamo muoversi il numerosissimo cast con dei momenti coreografici numerosi e davvero da applauso, in grado di divertire il pubblico, mentre viene raccontata una storia di forte rilievo. Perché il coinvolgimento del pubblico sia ancora più forte gli scioperanti arrivano anche in platea e in galleria: qui gli strilloni distribuiscono il foglio con le informazioni sullo sciopero dopo essere faticosamente riusciti a stamparlo, aggirando l’ostracismo della controparte, gli editori.
Le figure collaterali, comunque importanti per il proseguo della storia, hanno spesso accenti ben connotati, come il napoletano di Edda, la proprietaria del teatro di burlesque, nonché zia del protagonista Jack Kelly o come l’accento polacco del proprietario del bar. Del resto New York non era meta di una forte immigrazione da tutta l'Europa? A questo punto viene quasi istintivo pensare ai moti a Milano sedati da Bava Beccaris con le cannonate nella stessa epoca. È una storia differente, anche se ugualmente cruenta appare la risposta allo sciopero degli strilloni, che vediamo in scena. Alla fine dello sciopero, però, i ragazzi di Newsies ottengono quello che, fino all'avvento della consegna a domicilio e l'arrivo di Internet, sarà alla base della distribuzione dei giornali, attraverso le edicole, con il meccanismo dei resi.
Il musical dunque riesce a divertire pur affrontando temi di forte rilievo sociale. Il pubblico dimostra di apprezzare i risultati con lunghi applausi.

Newsies
Con Flavio Gismondi, 34 interpreti che cantano dal vivo accompagnati da un’orchestra di 11 elementi
regia di Federico Bellone
coreografie di Gillian Bruce, colonna sonora vincitrice del Tony Award di Alan Menken, supervisione musicale di Simone Manfredini, adattamento del libretto di Alice Mistroni, parole italiane delle canzoni di Franco Travaglio
Produzione Bags Live in accordo con Disney Theatrical Productions
A Milano al Barclays Teatro Nazionale fino al 27 dicembre 2015

Valeria Prina