Sogni e Bisogni, Incubi e Risvegli

15/12/2015

L'ispirazione è di alto valore letterario. Vincenzo Salemme con “Sogni e Bisogni Incubi e Risvegli”, ora a Milano al Teatro Manzoni, prende spunto dal romanzo di Moravia “Io e lui”, di cui Luciano Salce nel 1973 aveva realizzato la versione cinematografica. Anche qui ritroviamo un personalissimo lui (o io, visto che a interpretarlo è lo stesso Vincenzo Salemme), ma il tono non intende toccare alte vette di sapore letterario o cinematografico. Che sia altamente popolare, attento soprattutto a far ridere, appare subito evidente, quando Salemme spunta dalla parete di fondo definendosi il tronchetto della felicità e, più tardi, con una definizione che naturalmente si presta a equivoci per far ridere, l'inquilino del piano di sotto di Rocco Pellecchia (Andrea Di Maria). Che vediamo nei primi minuti della commedia impegnato in un divertente monologo, non parco di risate, grazie a giochi di parole e l'utilizzo di un accento napoletano che rende ancora più comico. Rocco Pellecchia, solo a casa il 14 agosto, non si è ancora accorto di essere stato abbandonato dal suo personalissimo tronchetto della felicità, che, pur non lasciando alcun dubbio sulla sua identità, non viene mai chiamato a chiare lettere, con termine scientifico, perché qui si fa per ridere.
Vincenzo Salemme ha fatto scuola e tutti gli attori che lo attorniano sono in perfetta sintonia nel riuscire regolarmente a suscitare la risata. Salemme scende tra il pubblico per coinvolgere la platea, anche chiamando in causa alcuni spettatori seduti nelle prime file. Oltre a questi ci sono altri momenti particolarmente comici, come quello in cui viene chiesto a Rocco Pellecchia di esprimere tre desideri. Ed è bene non perdere la visione di Vincenzo Salemme in tutina beige. Anche la scena, particolarmente minimale, con un divano al centro, un grande lampadario e due porte e finestre ai lati molto funzionali, aiuta a convogliare l’attenzione sulle battute degli attori.
Chi cerca una comicità elegante non si sentirà particolarmente soddisfatto, ma le commedie di Salemme, soprattutto quelle degli ultimi tempi, è meglio non cercare di giudicarle secondo i canoni della comicità classica da teatro. E’ necessario abbandonarsi al ritmo e alle battute, senza porsi ulteriori problemi. Lui è Salemme e stop. Così nel monologo finale, davanti al velatino che divide in due la scena, lui stesso, abbandonato il tono comico, parla di quanto tutto gli appaia cambiato negli ultimi anni. E sottolinea quanto sia importante, anche in un momento difficile come l'attuale, uscire di casa per concedersi un momento di svago a teatro. E infatti il pubblico con questa commedia dimostra di divertirsi molto.

Sogni e Bisogni, Incubi e Risvegli
di Vincenzo Salemme
con (in ordine alfabetico) Nicola Acunzo, Domenico Aria, Sergio D’Auria, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Rosa Miranda
Regia Vincenzo Salemme
scene Alessandro Chiti, costumi Mariano Tufano, musiche Antonio Boccia, luci Umile Vainieri
a Milano al Teatro Manzoni dal 10 dicembre al 1° gennaio 2016. Lo spettacolo sarà in scena per tutto il periodo festivo e prevede anche una recita a Santo Stefano, un doppio spettacolo il 31 dicembre (ore 18,15 e 21,45) e una recita diurna  il 1° gennaio (ore 16,45).

Valeria Prina