Robin Hood all'Allianz Teatro

20/02/2009

Un titolo di sicuro appeal per il pubblico. Grazie a Errol Flynn, Kevin Costner, Patrick Bergin, Walt Disney, chi non ha mai sentito parlare di Robin Hood? Ora è anche un attraente musical made in Italy, seppure nel segno della discontinuità. Il recitativo alterna brani aulici con altri molto più banali. La parte musicale accosta ritmi e musiche totalmente diverse, dal rock al caraibico, per intendersi. E che ci fa una tata - allora si chiamavano balie - con chiaro (e voluto) accento napoletano? Brava attrice, che sa «sentire» il pubblico (e dunque accentua per accontentarlo), ma totalmente fuori tema, anche se il pubblico con lei ride molto. E che ci fa in una storia inglese una danza irlandese, un pezzo molto bello, coinvolgente, alto momento di danza, ma anche in questo caso fuori tema? Perché, non dimentichiamoci che stiamo parlando di una storia a cui leggende e letteratura hanno dato ambientazione ed epoca.

Il grande palcoscenico dell'Allianz Teatro, molto profondo, è ben sfruttato per le scenografie, con cambi molto frequenti e utilizzo di mezzi differenti, qui ben congeniali. E di grande effetto sono le luci e le proiezioni di fulmini prima e di stelle poi, sui lati del teatro. E d'effetto è l'utilizzo della platea, in particolare per la scena del tiro con l'arco. In una buona compagnia con belle voci emerge su tutti lui, Manuel Frattini, che non ha mai sbagliato un musical, a cominciare da quel Cantando sotto la pioggia, in cui si era fatto particolarmente notare. Anche qui è perfetto e da applauso nelle parti ballate, con coreografie sempre belle. Accanto a lui, in una compagnia di 21 attori, emergono Valeria Monetti (Marianna), Chiara Scipione (Nuvola), Simone Sibillano (Guyo). Li si può vedere nelle foto di Federico Riva, qui pubblicate.
Robin Hood è un musical originale di Beppe Dati per la regia di Christian Ginepro (che per una volta non calca il palcoscenico), in collaborazione con Fabrizio Angelini, di cui sono anche le coreografie, le scenografie di Aldo De Lorenzo, i costumi di Sabrina Chiocchio e con la direzione musicale di Giovanni Maria Lori. Dopo Milano (fino al 1 marzo) sarà, tra l'altro, a Roma al Brancaccio.

Valeria Prina