Barbareschi e i difetti di coppia dipinti da Gaber

09/03/2009

Non puoi non continuare a sorprenderti guardando “Il caso di Alessandro e Maria curiosa replica di una storia che ha già avuto luogo”. Ora a portare in scena il testo di Gaber e Luporini sono Luca Barbareschi e Chiara Noschese con un gruppo di cinque musicisti. E già i due attori possono sorprendere, perché Luca Barbareschi canta (non canticchia) e invece non è una sorpresa per chi ricorda che qualche anno fa aveva fatto un musical come Chicago. Chiara Noschese è impegnata anche in momenti drammatici: il suo primo strappa il primo applauso. Perché il pubblico ride con le battute – e sono tante in questa pièce -, ma è dopo i momenti drammatici che applaude. Lei, che soprattutto è conosciuta per i musical, regge molto bene un ruolo che al debutto del testo vedeva Mariangela Melato accanto a Giorgio Gaber. L’inizio è proprio di Chiara Noschese con un monologo che dice tutta l’autoironia di cui sono capaci le donne, in grado di prendere in giro i propri difetti, senza sopportare che sia il proprio uomo a farlo. Aspetta lui e lo chiama «il cretino», epiteto che per un uomo avrebbe un significato letterale, ma per una donna è segno di affetto misto a desiderio di distacco. Poi arriva lui ed è come le donne ironicamente dipingono gli uomini: ipocondriaco, un po’ fantasioso, molto meno concreto di lei. Ed è un’altra sorpresa, perché stupisce che due autori maschi sappiano vedere con tanta lucidità difetti e comportamenti di entrambi i sessi.
E’ un musical da camera, perchè l’ambientazione è molto semplice: sul palcoscenico c’è solo un pianoforte e alle spalle un leggero sipario che riproduce le nuvole. Basta una luce e vediamo, dietro, i cinque musicisti suonare. E – altra sorpresa – non sono mai canzoni di Gaber, ma di Mina, Endrigo, Lucio Battisti. Più di quanto avviene nelle commedie musicali (non nei musical), qui il canto appare ben motivato: in una storia d’amore spesso ci sono canzoni che l’hanno segnata.
Loro parlano, ricordano, si attaccano, sono due ex amanti che si riincontrano. Lei ricorda quando in una strada uno ha dato a lui del cretino e lui non ha reagito. Lui ridicolizza il fidanzato di lei, definendolo uno con il borsello. E ci sono battute che non ti aspetteresti, soprattutto dette da lui: «Ce l’ho con quelli che non sono come me», «Nella vita non è importante quello che dici, ma come lo dici» e poi c’è la presa in giro dei romani. E quando lei gli dice che è nato con il cappotto risponde che sì, è nato in inverno: è capricorno.
A poco a poco diventa un gioco al massacro. Ed ecco l’ultima sorpresa: ascoltando loro viene voglia di esaminare i propri comportamenti. Magari domani qualcosa cambierà.

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Valeria Prina