Debutta "Il Principe della Gioventł"

28/04/2009

La storia ha una risonanza internazionale e infatti negli ultimi anni ha fatto da sfondo ad alcuni romanzi di autori di vari Paesi. Qui l’aspetto più strettamente storico si unisce a quello più romantico e il lato sanguigno si accosta ad amore, ironia, inno alla giovinezza. Tutto questo è Il principe della gioventù, l’opera musical scritta da  Riz Ortolani – chi non ricorda le sue tante colonne sonore di film famosissimi? -, a cui ha dato le parole Lorenzo Raggi, che va in scena con regia, scenografia e costumi di Pier Luigi Pizzi. Ed è una assoluta novità, che debutta a Milano al Teatro Arcimboldi il 6 maggio, in una edizione rinnovata e arricchita rispetto a quella vista in anteprima alla Fenice nel 2007.

La storia è ambientata nella Firenze dei Medici e la cupola del Brunelleschi è sullo sfondo, ma il bianco e nero originale è diventato un rosso sanguigno, in tema con la storia. Che si svolge nei primi quattro mesi del 1478 e culmina con la congiura dei Pazzi, durante la quale viene ucciso in Duomo Giuliano de’ Medici, ma non Lorenzo, che accrescerà così il suo potere, diventando Il Magnifico. Insieme, il musical racconta l’amore di Giuliano e Fioretta, da cui nascerà il futuro papa Clemente VII. Intorno a loro i giovani fiorentini, belli, ricchi, spensierati, che danno vita al Rinascimento, un momento magico per la nostra civiltà, e altri personaggi storici come Pico della Mirandola e naturalmente Franceschino de’ Pazzi, che canta tutto il suo odio («ma io vi spezzerò / e vi distruggerò / lo giuro lo farò»). L’odio si intreccia all’amore, ma non manca l’ironia («Ti sposerò / il 30 di febbraio / e ti sarò / fedele come un guaio»). Altro momento culminante è la partita di calcio, la cui coreografia, abbandonati i canoni più classici, ha invece assunto un tono più realistico, scegliendo la danza contemporanea e un accento di maggior fisicità e litigiosità.

Per quanto riguarda la musica, Riz Ortolani parla di dissonanze iniziali, di percussioni  violente in occasione della partita di calcio fiorentino, di un tema liturgico per evocare il potere temporale della Chiesa, che aleggia su tutta la storia. Non dimentichiamo infatti che la famiglia Pazzi nella congiura ha potuto contare su un alleato come il papa Sisto IV.
Nel cast troviamo degli interpreti già applauditi in passato in altri musical, come Graziano Galatone (visto in Notre Dame), qui nel ruolo di Lorenzo, che canta «Quanto è bella giovinezza /che si fugge tuttavia /chi vuol essere lieto sia / di doman non c’è certezza». Edoardo Luttazzi è Giuliano, il principe della gioventù, secondo la definizione del Poliziano. Valentina Spalletta è Fioretta Gorini, a lui legata, mentre Donatella Pandimiglio è la nutrice Cencia. Sandro Querci è l’antagonista, Franceschino de’ Pazzi, Luca Simon è Pico della Mirandola, Marco Stabile è il poeta Pulci, Maurizio Semeraro è Fra’ Arlotto.
Inutile dire che l’attesa per questo musical è grande. Ed è un musical tutto italiano, ma con una valenza internazionale sotto tutti gli aspetti.

Il principe della gioventù, opera musical di Riz Ortolani a Milano, al Teatro Arcimboldi dal 6 al 14 maggio, ore 21 e il 7, 9 e 10 maggio anche alle 16.

Valeria Prina