Vedremo al Teatro Litta

19/09/2009

Tante storie portate al pubblico da giovani registi: così si può sintetizzare la stagione del Teatro Litta. Sono stati individuati quattro percorsi, chiamati paesaggi. Il primo racconta storie private legate a  dinamiche familiari. E’ il caso di Lo zoo di vetro di Tennessee Williams con la regia di Jurij Ferrini anche interprete (3-15 novembre), La malattia della famiglia M di Fausto Paravidino (19-31 gennaio) che racconta il disagio esistenziale di una famiglia di provincia, Magik autobiografia della vergogna di Lucia Calamaro (17-22 novembre). Il paesaggio rappresentato dalle storie di sempre propone Zio Vanja di Cechov (16.3-11.4), Amleto (23.2-7.3) nella rilettura di Stefano Geraci diretta da Roberto Bacci, Dracula (14.6-3.7).
Per le storie di cose nostre sono raccontate la vicenda dei morti della Thyssen Krupp con Dormono dormono sulla collina (1-6.12 Cavallerizza); i morti sul lavoro con Rapporto sui diritti globali; e ancora, Piazza Fontana - una storia d’amore  (11-20.12 Cavallerizza) accompagnato da una mostra fotografica su quegli anni e Il viaggio di Nicola Calipari (24-29.11 Cavallerizza).
Il paesaggio dedicato alle storie contemporanee comprende Il venditore di sigari, mai rappresentato in Italia (11-30.5 Cavallerizza); Il bello degli animali è che ti vogliono bene senza chiedere niente (9-20.12); Madri migranti (8-17.1 Cavallerizza) sulla maternità a distanza.
La stagione comprende anche La signorina Else (29.9-3.10), L’amante di Pinter (21 ottobre – 1° novembre, qui nella foto di Sara Gentile), Perché tutti sono famosi e io no (23.10-1.11 Cavallerizza), il noir multimediale Slavedrome Omicidio in rete (9-18.2 Cavallerizza); Democracy A.D., l’happening teatrale di Antonio Syxty (20.4-2.5)

Valeria Prina