Vedremo al Teatro Libero

22/09/2009

In attesa di cambiare sede – si parla del teatro degli Olivetani, ma non per questa stagione – il Teatro Libero propone un calendario che punta su grandi nomi e sull’attualità. E vuole soddisfare un pubblico che ama il teatro: premia la sala milanese – risulta quella con la maggior affluenza di pubblico per gli spettacoli di Invito a teatro e la sala più frequentata in Italia tra quelle fino a 200 posti - e non deve nemmeno aspettare molto per vedere il primo spettacolo. Si ricomincia infatti il 23 settembre con Corrado D’Elia (nella foto), che ripropone l’Amleto fino al 19 ottobre.

Con l’immagine di un bambino vestito da aviatore («sta per partire per grandissime imprese, come il teatro Libero – spiegano Corrado D’Elia e Sergio Maifredi – ma simboleggia anche il desiderio di ripartire dalle piccole cose in un periodo in cui tutto è roboante») la stagione punta su grandi nomi, come Pino Micol regista di Il caso Dorian Gray, sul tema dell’eterna bellezza (21-27.10), Moni Ovadia  con Rabinovich e Popov (4-6.11), Nada (nella foto) con Musicaromanzo (26-28.11), Enzo Iacchetti regista del comico Questa sera… cose turche (3-14.2), il testo di Dario Fo e Franca Rame Coppia aperta quasi spalancata (19-29.5).
In altri casi al centro della scena sono l‘oggi e i problemi attuali. E’ il caso di Il poema dei monti naviganti (28.10-2.11), un viaggio attraverso la cultura italiana; Orgasmo e pregiudizio (11-24.11) sulla sessualità femminile e maschile; Vincent River (20-26.1) che parla di un agguato a un gay a Londra; Previsioni meteo Diluvio universale di e con Eugenio de’ Giorgi (7-14.3) sull’ascesa e caduta di Fiorani; Mamma mammazza (12-18.5) con una madre che uccide un figlio; Calcio finchè muoio (3-10.6) sulla violenza negli stadi; Sirene (16-21.3) ispirato alla storia vera di una ragazza veneta emigrata a Ivrea.E ancora, The Pluck show, (13-18.1) grande successo della scorsa stagione con tre musicisti che fanno della comicità con i loro strumenti; Il misantropo (22-29.3); Vedove con due monologhi (7-12.1); Le benevole (27.1-2.2) tra prosa e musica; Gianmaria Testa in solo (5 e 6.3) musicale; la rassegna Liberi amori possibili (3-11.5).
Ci sono le grandi produzioni di Teatri Possibili con la regia di Corrado D’Elia, come La Locandiera di Goldoni (2-31 dicembre), la riproposta di Cirano de Bergerac (18.2-7.3) che da anni ha grande successo, La leggenda di Redenta Tiria  (1-27 aprile); Hard Candy (21.6-17.7) con una ragazzina e un adulto che si conoscono in chat e fino alla fine non si capisce se è lei folle o lui pedofilo.
Un calendario, dunque, molto variegato per riflettere sul senso del teatro, ma anche sui fatti dei nostri giorni. Per appassionarsi al teatro, ma anche per vivere e capire le passioni attraverso il teatro, che non è mai avulso dalla nostra vita.

Valeria Prina