The Kitchen Il mondo è una cucina

01/10/2009

Trentadue attori in scena: non è certo un fatto abituale nel panorama del nostro teatro di prosa. Tutti giovani – l’età media  è di 24 anni -, ma in grado di non far pensare a una mancanza di esperienza. Anche l’ambientazione è insolita, come un backstage di una cucina, come si usa dire oggi. Non allora quando Arnold Wesker scrisse la commedia – la prima stesura di The Kitchen è del 1957 -  e l’ambientazione è di pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ma i problemi, l’immigrazione, le difficoltà di integrarsi, i problemi di cuore, la discussione sulla pena di morte sono sempre attuali. Qui affrontati in modo molto lieve, perché in realtà loro – i nostri cuochi, camerieri, addetti alla cucina – sono lì per lavorare: siamo infatti nella cucina di un grande ristorante londinese. Grande per dimensioni, ma la qualità non è importante e non è tenuta in grande considerazione. Non lo è lì, non lo è oggi in molte situazioni. Ma a questo punto ci si può domandare perché i temi siano solo accennati e ci si limiti a un chiacchiericcio. Perché siamo in una cucina – è la risposta – e c’è altro da fare. Così i pregi diventano un limite: diventa difficile distinguere i personaggi – soprattutto per gli spettatori delle ultime file -, a volte anche sentire le loro battute, sovrastate dal rumore di pentole e piatti, le storie si perdono e, mentre si ammira l’abilità degli attori che riescono a muoversi tutti insieme sul palcoscenico – da notare la lunghissima scena finale del primo atto -, senza mai crearsi impiccio, in platea si finisce per essere fuorviati. L’apparenza finisce per sovrastare la sostanza, sia pure con un plauso per gli attori, di una compagnia che, oltre ai giovani, annovera anche Camillo Milli, dalla lunga esperienza teatrale, nel ruolo del proprietario del ristorante Tivoli.
Nelle foto di Angelo Redaelli, qui pubblicate, è possibile vedere due momenti diversi della commedia.

The Kitchen Il mondo è una cucina di Arnold Wesker, regia di Massimo Chiesa con Camillo Milli e con Francesco Mecarelli, Simone Francia, Ippolita Baldini, Amedeo Carlo Capitanelli, Barbara Giordano, Daria D'Aloia, Elena Cascelli, Clelia Cicero, Daniele Parisi, Diego Venditti, Esther Elisha, Ilaria Falini, Elisabetta Becattini, Giulia Santilli, Elisa Gabrielli, Stella Egitto, Maria Chiara Tofone, Elena Savio, Fatima Corinna, Bernardi, Luca Bondioli, Giordano Torreggiani, Luca Catello Sannino, Gabriele Bajo, Giovanni Prosperi, Daniele Aureli, Luca Avagliano, Nicola Nicchi, Giorgio Regali, Marco Zanutto, Carlo Zanotti.
Dal 29 settembre al 4 ottobre a Milano al Teatro Nuovo e poi a Roma, Lugano, Carrara, Siena

Valeria Prina