Il signore va a caccia

11/10/2009

Macchine perfette che richiedono solo di essere oliate, senza cercare di intervenire su qualche ingranaggio: questo sono le commedie di Feydeau. La regia di Scaccia di questo “Il signore va a caccia” dimostra di saper rispettare l’autore, e dunque il teatro, con un allestimento che si rifà alla tradizione con bei costumi, una bella scenografia da cambiare a sipario aperto per passare dalla casa alla garconnière. E, naturalmente, un’ottima compagnia, che sa tenere la scena, giocare con le sfumature delle intonazioni e della voce. Le due signore della commedia, Debora Caprioglio e Isa Barzizza,  sanno occupare la scena e tenere l’attenzione del pubblico semplicemente camminando e facendo frusciare l’abito. Ma anche la cameriera sa trovare intonazioni ironiche, semplicemente annunciando gli ospiti. Come Rosario Coppolino sa essere un aspirante amante insinuante. E, di conseguenza, la macchina funziona. Dopo i primi minuti di costruzione, quando la scena si sposta nella garconnière, le porte si aprono e si chiudono, l’armadio anche, e qui, in più, c’è un gioco di abiti, con una coperta provvidenziale e una serie di pantaloni tolti e rimessi secondo regole che portano a situazioni da ridere.  Il pubblico, da parte sua, fa il resto, perché, intuendo e sapendo quanto sta per succedere, ha sussulti e attende che tutto precipiti. Ma Feydeau, dopo essersi divertito a mettere alla berlina la borghesia del suo tempo e dopo averne denunciato la pochezza, risolve tutto in modo che il pubblico rida di quei personaggi, che comunque riescono a conservare un’apparenza di perbenismo.

Il signore va a caccia di Feydeau  con la regia di Mario Scaccia con Debora Caprioglio (nella foto), Isa Barzizza, Edoardo Sala, Rosario Coppolino. A Milano, al Teatro San Babila, dal 6 al 25 ottobre

Valeria Prina