Lo Zoo di Vetro

11/11/2009

A volte ti chiedi che cosa ne è stato di una persona che hai perso di vista. Jurij Ferrini, portando in scena Lo zoo di vetro, risponde a questa domanda. Lui è Tom e lo vediamo entrare in scena dalla platea per raccontarci la storia della sua famiglia che lo ha segnato profondamente. Se ne è andato di casa, come sognava, è diventato marinaio, ma non sembra aver realizzato le sue aspirazioni. Evocate dalle sue parole arrivano madre e sorella su una scena volutamente  semplice, non fosse per il cordame marino e alcune scatole, di cui una ha su un lato il ritratto del padre, la cui fuga ha cambiato la vita di tutta la famiglia. La madre Amanda (Alessandra Frabetti) dopo la fuga del marito cerca di schiacciare i figli, trovando Tom capace di svicolare. La sorella Laura (Aurora Peres), zoppa, timida, piena di paure si è chiusa in sé stessa, dedicandosi solo a degli animaletti di vetro (lo zoo di vetro del titolo), di cui è anche molto gelosa. Li mostrerà solo a Jim, il compagno di scuola e di lavoro del fratello invitato a casa nella  speranza di sistemare Laura.

Nella seconda parte del dramma Jurij Ferrini è l’amico Jim, che, mentre al liceo era pieno di sogni e aspirazioni e sembrava destinato a un luminoso futuro, qualche anno dopo finisce a fare l’impiegato nello stesso magazzino in cui lavora Tom. Entrambi hanno tanti sogni. Andati delusi, sia pure in tempi diversi. Una situazione che la scelta registica sembra sottolineare.
Il dramma è anche storia di un’epoca, gli anni ’30 e di una famiglia che vive in pieno la recessione americana. In scena un gran trio di attori, con Jurij Ferrini, che offre una ennesima convincente prova, in grado di affascinare ancora una volta il pubblico.

 

 

 

 

Lo zoo di vetro di Tennessee Williams con Jurij Ferrini, anche regista, e con Alessandra Frabetti, Aurora Peres, a Milano al Teatro Litta dal 3 al 15 novembre


Foto di Pietro Canali

Valeria Prina