Vestire gli Ignudi

27/11/2009

Rivedi una commedia di Pirandello e non puoi non entusiasmarti. Questo Vestire gli ignudi, che non è tra le più famose del drammaturgo siciliano, è la prova di una stesura attenta a mettere in risalto tutti gli attori di una compagnia. E questi diretti da Walter Manfrè sono bravi a dare una netta connotazione ai loro personaggi, con intonazioni attente a ciascun ruolo. Tutti riescono ad emergere grazie alla perfetta struttura del testo e al linguaggio, alto, ma mai incomprensibile. La vicenda, con connotazioni violente, richiede una recitazione violenta, che però, grazie al linguaggio elevato, non può mai apparire volgare o, peggio, eccessivo.
Tante sono le sfaccettature di questa commedia.
Siamo in un mondo borghese, quello tante volte dipinto da Pirandello, ma con una protagonista che non viene da quell’ambiente: è una istitutrice, che lavora presso il console a Smirne. Un po’ la storia di una ragazza dell’Est di oggi, fa notare Vanessa Gravina, che ne interpreta il ruolo sulla scena. Ma non è una vittima: Ersilia, pur stritolata tra tante avverse situazioni, cerca di darsi una veste migliore. E proprio qui entra in gioco una diversa lettura: siamo di fronte a dei personaggi che si ribellano agli schemi entro i quali vuole inquadrarli lo scrittore. Ludovico Nota (Luigi Diberti), che potrebbe incarnare lo stesso Pirandello, ha già deciso come saranno i personaggi di quel romanzo che vuole scrivere ispirandosi alla storia letta sul giornale, ma loro vivono di vita propria. Il richiamo a Sei personaggi in cerca d’autore, di pochi anni precedente, è attentamente evocato dal regista Walter Manfrè.

Ma la pièce porta in scena anche quella tematica di Pirandello che ricorda quanto ogni persona sia diversa secondo chi la guarda. Qui Ersilia vuole che gli altri la ricordino migliore di come lei si giudica.
Altri echi pirandelliani emergono grazie alla regia: come non pensare a Questa sera si recita a soggetto, quando si vede lo scrittore scendere in platea? Mentre l’ingresso di Ersilia con la bambina per mano – la bambina che noi sapremo morta – non può non far pensare all’ingresso dei Sei personaggi. Dunque un Pirandello per chi ama Pirandello. Ma anche per chi a teatro vuole vedere degli attori che sanno affascinare il pubblico con la forza (la violenza) della parola.

Vestire gli ignudi di Luigi Pirandello, regia di Walter Manfrè con Vanessa Gravina, Luigi Diberti, Luca Bigini, Marco Marelli. A Milano, al Teatro San Babila dal 24 novembre al 13 dicembre

Valeria Prina