Ritratto di Sartre da giovane

10/12/2009


TRAMA. Lui è stato un filosofo, scrittore e drammaturgo francese. Probabilmente per la “nausea” provata verso una realtà concepita priva di senso, ha rifiutato una cattedra al Collège de France e la Legion d’onore; non soddisfatto, ha rigettato anche il Nobel per la letteratura, nel ’64. Lei è stata una scrittrice e femminista militante, attiva in varie cause del progresso civile: la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, il Cile. Jean Paul Sartre e Simone De Beauvoir: il loro non è stato solo amore, ma condivisione di passioni, come il jazz e il cinema, e compartecipazioni dei grandi sconvolgimenti sociali e politici del Novecento. Maricla Boggio ne ha intrecciato le vite in un excursus degli scritti di Sartre (La nausea, Il muro, Il diavolo e il buon Dio, L’essere e il nulla), intrecciati alle conversazioni con Simone, su una delle tante terrazze che hanno accolto i due intellettuali nei loro frequenti viaggi.

PERSONAGGI. Autentici, umani, dipinti nella loro storia d’amore anticonformista e nelle loro elucubrazioni, quotidiane, e per questa dimensione casalinga, tanto più affascinanti. Accanto a Sartre, impersonato dallo stesso regista Ennio Coltorti, e a Beauvoir (Gianna Paola Scaffidi, già nelle serie TV “Incantesimo” e “Orgoglio”), compare Sylvie (la giovane Glenda Canino, anche aiutoregia), una vivace “musa e vestale di queste due straordinarie personalità”, come l’ha definita lo stesso Coltorti. Sylvie è un sunto di tutte le ragazze che hanno affiancato lo scrittore nel corso della sua esistenza; contribuisce a ricostruirne la vita come energica, maliziosamente attenta alle donne e piena di speranze nella (foscoliana) immortalità della sua letteratura.

APPUNTI di REGIA. Maricla Boggio ripercorre i testi del filosofo e le conversazioni col suo “bel castoro” Simone, trasmettendoci un Sartre veritiero, investito da una nuova forza discorsiva, da una allegra vitalità, segnato da un’infanzia ingenuamente felice e dal gusto per la quotidianità.
I personaggi sono tutti e tre in scena, ad impersonare presente e passato, ritrovati come unicum sotto i riflettori, così come nella mente e nei ricordi di ognuno. “Ritratto di Sartre da giovane” è un continuo cortocircuito tra piani narrativi, sia temporali (il contemporaneo dei colloqui vs. i flashback) che metafisici (l’azione reale vs. il flusso di coscienza).

AGGETTIVI per DESCRIVERLO. Cerebrale: Sartre è uno dei rari casi di filosofi drammaturghi “a potersi mostrare a teatro” ha commentato Gianni Vattimo, ma Sartre resta un esistenzialista anche quando è in ciabatte con la sua Simone, trasuda attività sinaptica anche quando fuma la pipa, in totale relax.
Intimo: si annullano le distanze in un teatro così raccolto come Stanze segrete. E se il posto assegnato allo spettatore sacrifica qualche passaggio, i movimenti degli attori continuano negli specchi sulle pareti, grazie ai quali ognuno può tagliarsi la propria regia.
Francese: per musiche (Edith Piaf rapisce) e delicatezza dei costumi, semplici ma studiati da Rita Forzano.
 

SCENA & RETROSCENA. Stanze Segrete è un piccolo teatro/salotto di Trastevere voluto nel ’92 da Aurora Cafagna. Date le sue modeste dimensioni, lo spazio scenico è ripensato in modo del tutto anticonvenzionale: via le quinte e l’arlecchino, via la ribalta e la barcaccia. Abolendo le distanze, lo spettatore è calato nello spettacolo, sembra prender parte ai colloqui, avere un ruolo nello scambio di battute. Lucianella Cafagna, figlia di Aurora, ha fatto di necessità virtù per l’allestimento scenico: pareti chiare, una scala e diversi specchi ampliano i confini delle “stanze segrete”, dandone una percezione singolare, claustrofobica e nel contempo intrigante.     

LO SAPEVATE CHE…? Il teatro Stanze segrete ha già presentato un testo dedicato alla filosofia, “Cartesio e Pascal”, in cui l’autore, Jean-Claude Brisville, immaginava il contenuto speculativo dell’incontro effettivamente avvenuto tra i due padri della modernità nel settembre del 1647. Ad impersonare il cinquantunenne Cartesio, Ennio Coltorti; nei panni del giovane Pascal, allora ventiquattrenne, il figlio Jesus Emiliano.

Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir sono stati uniti fino alla morte, superandola. Venuti a mancare a sei anni di distanza (15 aprile ‘80 lui; 14 aprile ‘86 lei), sono seppelliti nel cimitero di Montparnasse di Parigi, l’uno accanto all’altra.

La BATTUTA. “L’intelligenza è una necessità: di non fermarsi e di andare avanti”.


Teatro Stanze Segrete - Via della Penitenza, 3 - Roma – tel. 06.6872690
Fino al 20 dicembre

Maria Vittoria Solomita