Christmas Carmina

21/12/2009

Caccia ai regali, gente che corre affannata nei negozi, che spende più dell’anno scorso, ma meno di un tempo per la crisi. Consumismo: il Natale è tutto questo. Per molti è solo questo. E invece no: non dovrebbe esserlo. A volte ci sono dei momenti che ridanno il senso del Natale, senza troppo clamore e senza che influiscano motivi di moda. Sabato 19 dicembre a Milano all’Auditorium Ca’ Granda lo spettacolo Christmas Carmina, studiato e scritto da Claudio Elli, ha unito musica e parole con grandi voci cantanti e recitanti, all’insegna della spiritualità. La soprano Daniela Cinquemani accompagnata da Roberto Grappasonno al flauto, Carla Pia Bonivento alla spinetta, ha cantato brani di Handel e uno di Bach (e un secondo nel bis), coordinati per la scelta da Alex Miozzi. Alla parte cantata si è alternata quella recitata, perché il momento fastoso, festoso, colorato, tipico della musica barocca ben si alterna a quello più riflessivo, sintetizzando così i due aspetti del Natale. Claudio Elli ha letto alcuni brani di san Paolo di Tarso, san Giovanni della Croce, san Francesco (a cui si deve il primo presepio), esaltando il senso delle parole con l’intonazione della voce. Prima le lettere di san Paolo, più austero, infine il Cantico al Frate Sole (il Cantico delle Creature), reso in tutta la sua intensità e la dolcezza, che viene dall’amore che san Francesco esprime per tutto quello che ci circonda. Un amore che a Natale dovrebbe essere più sentito rispetto alla spasmodica ricerca dei regali.

Valeria Prina