La malattia della Famiglia M

25/01/2010

Una famiglia della provincia del profondo Nord è la protagonista di “La malattia della famiglia M”, il testo che Fausto Paravidino ha scritto nel 2000, ma non aveva finora voluto portare in scena in Italia, mentre è molto rappresentato all’estero.
I protagonisti di questa famiglia parlano poco dicendosi ancora meno, i sentimenti sembrano rattrappiti, citati a parole più che veramente sentiti. A raccontarli è il medico di famiglia, medico di base, chiamato più ad ascoltarli che a curarli. Alla fine, andato come medico in Africa, si chiederà se ha senso occuparsi di una storia così, quando nel mondo ci sono problemi ben più gravi e situazioni ben più difficili.
Certo che ha senso, potremmo rispondere. In particolare quando una storia è raccontata così, tra momenti drammatici e altri altamente ironici, qualche equivoco di situazioni e sentimenti e riesce così a far sorridere (anche ridere), ma anche pensare. Ed è portata in scena con uno stile altamente teatrale, chiamando in causa il pubblico come «complice», pronto a credere, di fronte a una scenografia molto semplice, che siamo alternativamente in casa della famiglia M, in strada – molto bella la scena della litigata con pestaggio tra Fausto e Fabrizio evocata con lampi colorati -, nello studio del medico, su una panchina. E alla fine nevica sul palcoscenico e su un lungo filare di alberi scheletriti: l’atmosfera della storia si è trasferita nella scenografia.
Paravidino, dopo anni di successi – ed è ancora giovanissimo: neanche 34 anni –, porta in scena questo testo scritto nel 2000 ed è ancora un successo. La sua provincia prende vita davanti al pubblico e si conquista uno spazio nel cuore degli spettatori.
Foto di scena di Mario D'Angelo.

La malattia della famiglia M di Fausto Paravidino, anche regista e interprete con Iris Fusetti, Nicola Pannelli, Paolo Pierobon. Produzione Teatro Stabile di Bolzano. A Milano, al Teatro Litta, dal 19 al 31 gennaio.

Valeria Prina