Sali e t'abbacchi

15/02/2010

In un attico napoletano al 19° piano nella notte di Capodanno può succedere di tutto. E infatti di tutto succede in "Sali e t'abbacchi", un titolo che, oltre a essere un gioco di parole, indica anche il tracollo di chi deve salire fino al 19° piano a piedi, perché la notte di Capodanno l'ascensore si guasta. Non siamo a Manhattan (anche se la scenografia lo potrebbe lasciar ipotizzare): l'ascensore è uno e chissà quando verrà riparato. In più il proprietario, medico, è stato appena lasciato dalla moglie, scappata alle Seycelles con l'amante, il furgone del cattering viene trafugato, il cantante chiamato per allietare la serata ha un marcato difetto di pronuncia, il pianista vorrebbe andare a suonare altrove, il frigo è vuoto perché gli avanzi sono stati regalati dalla cameriera tedesca al portiere. E gli ospiti telefonano, ma non arrivano. In più il brigadiere che raccoglie la denuncia del trafugamento del furgone è uno jettatore. Insomma, succede di tutto. E tutti i meccanismi dello spettacolo sono presenti: ci sono i personaggi macchiettistici, i giochi di parole, le battute fulminanti e continue, le situazioni da ridere, qualche aforisma ben azzeccato («è più facile essere un eroe che un genitore»), il momento musicale, la bella in abito da sirena. E non mancano motivi più seri, come la solitudine che si acuisce nei giorni di festa, la generale corsa frenetica e addirittura la ricerca di un figlio grande, ma appena annunciato, a guisa di novella "Filumena Marturano". Potrebbe essere un bailamme e invece tutto è ben studiato e incanalato per far divertire gli spettatori. Il risultato è che il pubblico ride, ridacchia, ride senza misura. Vale per tutti la scena in cui il padrone di casa dà il suo indirizzo, via Dostoevskij, ripresa in due punti in modo intelligente e divertente. E Gino Rivieccio è bravo a far ridere, senza mai ridere lui. Accanto ha una compagnia di attori ben calati nei loro ruoli. Il tutto immerso in un'atmosfera fortemente napoletana, anche se senza lingua napoletana.
Alla fine, quasi una sorta di bis, Rivieccio regala al pubblico altre occasioni di risate con qualche battuta in più.
La commedia, scritta già molti anni fa, è stata rielaborata ed è ora in quella che Rivieccio annuncia come la versione definitiva. Per la prossima stagione si cambia: vorrebbe riprendere a teatro Il padre della sposa.

“Sali e t’abbacchi” di Gino Rivieccio e Gustavo Verde con Gino Rivieccio con la partecipazione di  Tullio Del Matto e con Lello Pirrone, Giancarlo De Simone, Rosario Minervini, Rita Corrado e la discreta presenza di Arturo. Regia   Gaetano Liguori
Scene Tonino Di Ronza Musiche Mario Messina e Pino Perris
Costumi Maria Pennacchio  Disegno luci Mario Esposito.
A Milano al Teatro San Babila dal 9 al 28 febbraio  2010

Valeria Prina