La matematica del silenzio

19/02/2010

La Storia - quella del passato con la S maiuscola - può ancora dar vita a uno spettacolo? Guardando "La matematica del silenzio" si capisce che la risposta può essere affermativa. L'importante è che il testo sappia guardare oltre le conoscenze più banali e sappia suscitare degli interrogativi. E che l'attrice in scena sappia rendere tutte le sfaccettature del racconto.
La storia al centro di "La matematica del silenzio" non è di quelle più conosciute nel nostro Paese: è quella di Giovanna d'Arco o Jeanne d'Arc o Jehanne Darc secondo una grafia arcaica («un personaggio che  mi ha sempre affascinato» racconta Federico Bertozzi, autore del testo e appassionato di Medioevo). Un personaggio che il pubblico di casa nostra più che dai libri di storia conosce dai film. Di Dreyer e, più recente, di Luc Besson. Del primo sono alcune scene che si vedono all'inizio dello spettacolo, mentre nel film di Luc Besson appare, accanto a Jeanne, il personaggio di Gilles de Rais, considerato il primo serial killer della storia e noto anche come Barbablu (quello che poi, con molte varianti, sarà nella fiaba di Perrault). E' tutto storico, documentato, spiega Federico Bertozzi. Più personaggi, dunque e Debora Migliavacca Bossi è molto brava a riuscire a evocare Jeanne, Gilles e anche il Delfino Carlo VII: con cambi di voce, di intonazione e di posizione riesce a rendere vivi davanti agli occhi degli spettatori i diversi personaggi e sa sconvolgere quelle poche certezze che per lo più il pubblico ha.

In una prima versione il pubblico scopriva anche quella che è la vera motivazione della santificazione di Giovanna d'Arco - politica per ricucire il dissidio tra Francia e papato -, ma nell'attuale versione il testo è stato asciugato. Un'ora scarsa di monologo: un'attrice, più personaggi. Qualche immagine da Dreyer all'inizio e alla fine e qualche suono che sembra rincorrersi tra le pareti del teatro. Una scena vuota, con solo una sedia e un abito nero, di tutti i giorni: non un costume di scena. Ma Debora sa dar vita a più personaggi e affascinare il pubblico. Prova d'attrice, dunque. Non per niente recentemente ha vinto il premio come miglior interprete femminile al 1° Premio Milano per il teatro.
"La matematica del silenzio" è stato ospitato nello spazio teatrale de La Scighera a Milano, in attesa di essere presentato in altri teatri.

"La matematica del silenzio"  scritto e diretto da Federico Bertozzi con Debora Migliavacca Bossi.

Valeria Prina