La leggenda di Redenta Tiria

06/04/2010

E’ l’atmosfera sarda quella che è in scena in queste settimane al Teatro Libero di Milano. Corrado d’Elia con La leggenda di Redenta Tiria ha scelto di portare al centro dell’attenzione il libro di Salvatore Niffoi: solo in scena con un leggio, alcuni grossi sassi che fanno pensare alla Barbagia  e le canzoni sarde scritte da Marisa Sannia racconta delle storie aspre come il paesaggio dell’interno della Sardegna. Ad Abacrasta, un paese che non si trova su nessuna carta geografica, tutti gli uomini a un certo pu
nto della loro vita sentono una voce che li induce a  prendere la cintura dei loro pantaloni e impiccarsi. Nel momento finale tutti sono uguali: bambini, adulti, persone colte o ignoranti e nemmeno le donne sfuggono a questo destino. Finchè arriva Redenta Tiria e i suicidi cessano.
Con questo spettacolo Corrado d’Elia dimostra, ancora una volta, che si può fare spettacolo senza sfarzo e si può catturare l’attenzione anche raccontando delle storie semplici, misteriose, certo non allegre: è la forza dell’attore. Dimostra anche che un libro può varcare lo spazio della pagina: è la forza del teatro. E dimostra che le scoperte teatrali sono sempre possibili: dopo il veneziano di Goldoni, il napoletano di Eduardo, il siciliano di Pirandello, anche il sardo può arrivare a teatro. Ma niente paura: quello portato in scena da Corrado d’Elia è più un accenno di lingua sarda e la comprensione del testo non è per nulla ostica.

La leggenda di Redenta Tiria da Salvatore Niffoi. Regia di Corrado d'Elia con Corrado d'Elia. Compagnia Teatri Possibili.
Assistente alla regia Luca Ligato. Luci Alessandro Tinelli. Fonico Fabrizio Fini.

A Milano al Teatro Libero dal 1° al 27 aprile

Valeria Prina