La Strada

12/05/2010

Non siamo di fronte a una delle tante trasposizioni teatrali di un film, fatte per sfruttare la notorietà di questo. Anzi: grazie agli oltre 50 anni passati molti, soprattutto giovani, non hanno visto il film La strada di Fellini o ne hanno perso il ricordo.
Questa è la ripresa di una riduzione teatrale che già esisteva fatta da Pinelli e Zapponi. Pur rispettando i dialoghi e lo spirito del film ha una sua vita. La scena non ha nulla di realistico: ci porta in un luogo che potrebbe essere ovunque. La scenografia con un ponte che attraversa per il lungo il palcoscenico è la strada, che i protagonisti percorrono (trainando un pesante carro da saltimbanchi, quasi inamovibile), quella dove loro vivono. Che poi diventerà un ponte a rievocare quello sotto cui, nella iconografia comune, vivono i barboni. Perché al centro della storia è un mondo di emarginati. La musica è un’altra grande protagonista: con solo un tema famoso di Rota riesce invece a suscitare emozioni e sentimenti.
Massimo Venturiello (anche regista) è bravo a rendere Zampanò, un personaggio incapace di sentimenti, che vive esibendo la sua forza nelle feste di paese, una esibizione che ora appare totalmente anacronistica (ma non così all’epoca del film). Tosca è fantastica nel disegnare una Gelsomina ingenua, insicura, spaventata dalla vita. Avrebbe potuto dare sfoggio di tutta la sua bravura anche come cantante e invece ha giustamente saputo essere misurata, quasi a volte impacciata nel cantare, per aderire perfettamente al personaggio e rendere tutto lo spirito della storia.
Accanto a loro una bella compagnia di attori, che rivestono più ruoli, compreso quelli di un gruppo di saltimbanchi, attori di un circo. E il Matto (Camillo Grassi), che avrà un ruolo determinante nella vita di Gelsomina.
Una raccomandazione: non andate via subito dopo gli applausi e i ringraziamenti: c’è ancora un momento importante all’interno della storia.

La strada
di Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi
Dramma con musiche tratto dal film di Federico Fellini
con Massimo Venturiello (Zampanò) anche regista e Tosca (Gelsomina), Camillo Grassi, Franco Silvestri, Barbara Corradini, Daniela Cera, Alberta Izzo, Dario Ciotoli.
Musiche originali di Germano Mazzocchetti, scene di Alessandro Chiti, costumi di Sabrina Chioccio.
A Milano al Teatro Manzoni

Valeria Prina