
“Interno borghese inglese, con poltrone inglesi. Serata inglese. Il signor SMITH, inglese, nella sua
poltrona e nelle sue pantofole inglesi, fuma la sua pipa inglese e legge un giornale inglese accanto a un fuoco inglese. Musica orologio”
L'incipit dell'opera, forse, più nota di Eugène Ionesco “La cantatrice calva” potrebbe essere impiegata per descrivere , naturalmente, con opportune variazioni, l'atmosfera ed i personaggi, ivi immersi, dei “Sixties”: i “mitici” anni Sessanta portati in scena dal 28 al 30 aprile 2010 presso il Teatro Vascello nello spettacolo “B- Generation” . Diretto da Andrea Palotto (autore inoltre del testo) non si tratta propriamente di una pièce teatrale, bensì di un musical frutto di un libero adattamento del film “ Across the universe” di Julie Taymor . La citazione di un classico del teatro dell'assurdo non suggerisca un'impronta realista o naturalista nella ricostruzione dell'epoca e dei suoi protagonisti:rispettando la trama del film, la trasposizione ha il pregio di non enfatizzare mode e fenomeni di costume, vestendo alla moda tutti i personaggi in base ai loro ruoli evitando, ad esempio, di proporre una scenografia invasiva o eccessivamente didascalica.
“B-Generation” fin dal titolo punta l'attenzione sulla generazione nata e cresciuta attraversando un'epoca dominata dalla lettera B plurisignificante: Beatles , beat , British Invasion ecc... in un percorso che congiunge, solcando l'oceano Atlantico, l'Inghilterra e l'America: il battito del cuore, la voce del sangue induce il giovane protagonista Jude a lasciare Liverpool e la sua ragazza per cercare il padre, emigrato negli Stati Uniti,ma è prevedibile che l'approdo in una terra sconosciuta si converta , inevitabilmente, in una Bildung, in un percorso di scoperta e formazione non soltanto individuale , ma collettivo, nella misura in cui la partecipazione riguarda i nuovi amici del ragazzo e tutto il pubblico in sala. Quest'ultimo, a seconda delle età, ricorda o tenta di immedesimarsi in un'epoca dando corpo ai suoi echi lontani in quanto irreversibilmente mitizzata. Punto di partenza e di forza in questo spettacolo, Euterpe, musa della musica invitata ad universalizzare sogni, speranze , utopie di una fase della storia dell'umanità che, per quanto alcuni ritengano non sia mai esistita , o meglio, poiché troppo enfatizzata, abbia dominato come fenomeno di costume , si distingue per la risonanza mediatica , le stravaganze o contraddizioni senza precedenti e le forme più o meno coerenti di rappresentazione/ manifestazione di mode e riti resi pensiero , addirittura filosofie di vita.
Come nel film , anche a teatro , poco dopo l'inizio, si sente la tipica sonorità fresca e vitale da concerto (rigorosamente dal vivo con i musicisti Alessio Contorni, Simone Massimi, Andrea Neri, Piero Eugenio Pierantozzi) ed indubbiamente i giovani strumentisti rappresentano il complesso musicale”The Beatles”divenuto ben presto una leggenda per il mondo intero , colonna sonora delle vite dei protagonisti grazie agli indimenticabili brani trascinanti la platea. La scenografia, apprezzabile nella sua essenzialità, impiega un pannello opaco posto a destra come schermo per proiettare il fasto, la falsità, l'inconsistenza del movimento dei Flower-power., gli Hippies o la profezia disperata in stile pop-art di corpi plastificati , da copertina : i ritratti di Marylin Monroe secondo Andy Warhol, la bandiera americana a stelle e strisce , un'enorme chiave , quella del bagno dalla cui finestra Prudence entra in scena come nelle esistenze dei suoi compagni di avventure . Non essendo invasiva, il suo ruolo sostiene il lavoro corale e spesso ha la grazia di un ricordo , in un equilibrio costante soppesando la qualità e la quantità di emozioni e sentimenti da mettere in campo/in scena che nel montaggio delle attrazioni proposte, realizza ancora una volta la teoria dell'efficacia teatrale avanzata da Sua Maestà Sergej Michajlovič Ejzenšteijn mediante l'impiego di un ampio ventaglio di soluzioni, esperendo il linguaggio scenico in toto (voce, musica, movimento, recitazione ), con la formazione spesso di cori simili alla tragedia greca ,anche nelle entrate ed uscite.
I gesti e i movimenti sono la trama di una sfida più dura ed alta: l'eroe -Jude (incarnando il viaggio dell'uomo verso l'ignoto ) percorre un sentiero affrontando diverse prove: il distacco, la prova risolutiva e il ritorno per diffondere la conoscenza mentre il corifeo, il poeta, l’oratore, il sacerdote ne riportano , con i propri “strumenti “la cronaca dei fatti in quella realtà alternativa che è il momento teatrale all'interno di un presente assoluto...across the universe.