Anteprima: Bharati

30/09/2010

Uno spettacolo totale, in grado di coinvolgere il pubblico con profumi, colori, suoni, immagini dell’India. Così Pietro Pignatelli definisce Bharati. Lui non fa mistero del suo amore per l’India, che visita regolarmente. Nello spettacolo è il narratore, che nella nostra lingua spiega quanto succede in scena. A fare da filo conduttore è la storia di un ragazzo che torna nel suo Paese, l’India, e il suo amore per una ragazza è contrastato dal padre di lei, tradizionalista. Ecco dunque che i 14 quadri che compongono lo spettacolo raccontano le tradizioni, il colore del Paese, parlando di una regione in ciascun quadro. E’ un’India folkloristica quella che emerge, senza problemi e difficoltà. Logico, commenta Pietro Pignatelli, che in uno spettacolo destinato a girare il mondo siano esaltati gli aspetti migliori. Di un Paese, fa notare, pieno di contraddizioni, per il 90 per cento povero, ma con una tecnologia avanzatissima, conflitti che nello spettacolo non emergono. Emerge invece il lato più positivo, in uno spettacolo destinato a coinvolgere il pubblico italiano – esattamente come avvenuto negli altri Paesi europei dal 2006 a oggi -, ancor più degli indiani che vivono da noi, chi è interessato alle culture orientali e tutti colori che amano i musical. Perché questo è anche un grande musical con cento artisti in scena, la musica dal vivo e oltre 700 costumi. E anche acrobati nella seconda parte.
Bharati, che significa India, è in scena a Milano al Teatro degli Arcimboldi dal 22 al 27 ottobre.

Valeria Prina