Molto rumore per nulla al San Babila

20/10/2010

Amore, gelosia, calunnia sono temi ricorrenti in Shakespeare, ben presenti in Molto rumore per nulla. Anche in Giulietta e Romeo, oltre all’amore, c’è il frate che suggerisce all’amante di fingersi morta. Anche in Otello c’è chi insinua il dubbio, calunniando la giovane sposa.
Qui tutto invece è giocato in una chiave brillante, come dire che determinante è lo spirito con cui si affrontano le cose. C’è l’amore contrastato dalla calunnia tra Claudio ed Ero e ci sono le schermaglie amorose tra Beatrice e Benedetto. Ci sono motivi attuali, perché Beatrice dice di temere il matrimonio perché sa che poi sono inevitabili le corna e c’è la calunnia che potremmo equiparare al nostro gossip con un nulla che cresce a dismisura, fino a conseguenze devastanti.
Nella messinscena vista al Teatro San Babila a Milano un ampio spazio è occupato dalle due guardie di notte, in versione clown, che giocano con le parole a dismisura. Un espediente che riesce a catturare il pubblico. Che ride e, almeno in occasione della prima, proprio a questo ha riservato gli applausi.

Molto rumore per nulla di William Shakespeare, con Franco Oppini, Chiara Salerno, Claudio Angelini. Regia di Maurizio Annesi. A Milano al Teatro San Babila dal 12 al 31 ottobre

Valeria Prina