Spirito Allegro

20/10/2010

Teatro all’ennesima potenza: così ho sempre considerato Spirito allegro. Perché si richiede allo spettatore di essere complice: gli si dice che quello che ha di fronte è un fantasma visto solo da uno dei personaggi in scena e lo spettatore deve crederci. E ci crede. Succede solo a teatro, che, diversamente dal cinema, non può usare espedienti.
Premesso questo, che rimane, ovviamente, invariato anche in questa messinscena al Teatro Manzoni, restano da considerare gli altri elementi. Stride in parte il desiderio di ritornare alla concretezza, con una marcata caratterizzazione di certi personaggi, che assumono qui un aspetto da personaggi della porta accanto. Certo questo però fa divertire il pubblico. A motivare questo è la scelta di un adattamento che italianizza la vicenda, con la medium reduce da trasmissioni televisive, la cameriera pugliese (l’attrice sì reduce da trasmissioni televisive: è Marina Marchione uscita da Amici). Perfetti appaiono Corrado Tedeschi stretto tra due fuochi e Debora Caprioglio che sa dare alla moglie-trapassata quel tanto di leggero, frizzante, di chi ormai ha di fronte tempi lunghi e nessun problema da affrontare.
Qui il terzo incomodo tra marito e moglie attuale – il terzo lato del triangolo – è un fantasma, ma a noi ben visibile. Spesso invece nella realtà il terzo lato c’è, ma non è così visibile. Meglio, verrebbe da dire, visto i disastri che combina. Assolutamente divertenti, però, nella commedia.

Spirito allegro, regia di Patrick Rossi Gastaldi
con Corrado Tedeschi, Debora Caprioglio, Marioletta Bideri, Antonella Piccolo, Mario Patanè, Alessandra Toniutti, Marina Marchione, in un nuovo adatt e trad. di Nino Marino, tratto da Blithe Spirit di Noel Coward.
A Milano, al Teatro Manzoni dal 12 al 31 ottobre

Valeria Prina