Il Gangster Movie di Michele Placido

20/01/2011

Ad iniziare è Kim Rossi Stuart che risponde subito alle polemiche definendole “noiose” ed “ipocrite”, poiché riferite ad un criminale che quarant’anni fa ha commesso dei reati per i quali sta pagando con l’ergastolo, mentre nessuno si scandalizza, né tantomeno paga, per tutti quegli errori commessi dalla politica italiana. Ovviamente tutti ci tengono a precisare che il film non è un’apologia del personaggio, ma bensì un modo per rappresentare chi era e cosa ha commesso Renato Vallanzasca: un giovane benestante di Milano che ha intrapreso la strada del male. Kim Rossi Stuart ha fatto un lavoro eccezionale, ha studiato il dialetto milanese, ha incontrato lo stesso Vallanzasca durante i suoi permessi,  ed è riuscito –come lui stesso ha affermato- a far emergere una personalità, una psicologia di un personaggio iperbolico nel quale convivono sia la simpatia che il “lato oscuro” e violento. Un ruolo simile a quello che aveva già interpretato in Romanzo criminale, anche se quest’ultimo partiva da un libro e da una storia che -come ci ha spiegato- conosceva già.  Un lavoro quindi più duro e faticoso per le numerose scene nel carcere, e più complicato sia per quanto riguarda la ricerca di informazioni (essendo anche sceneggiatore), sia per l’ottimo lavoro svolto sul dialetto.
Un lavoro di sceneggiatura molto complesso che ha subìto quattro revisioni, di cui quella finale eseguita soltanto da Kim Rossi Stuart (che ha fortemente voluto il film) e Michele Placido.

Anche Placido si è fermato molto sulle polemiche che stanno accompagnando l’uscita del film, sostenendo che l’idea di boicottare un film appartiene alle dittature e non ad un paese democratico e riflettendo sul come sia difficile oggi fare cinema autoriale in Italia, quando lui stesso che è un regista/attore affermato deve rivolgersi ad altri paesi per ottenere dei finanziamenti.  Girare il film su Vallanzasca è stato per Placido come girare un gangster movie, una rappresentazione del male per arrivare al bene (come il metodo Stanislavskij).
Interessanti anche gli interventi di Valeria Solarino e Filippo Timi che nel film interpretano rispettivamente la donna e l’amico fraterno di Renato Vallanzasca. Ci hanno spiegato come sia stato fondamentale il lavoro di gruppo tra gli attori e lo stesso Michele Placido, elogiato da tutto il cast per la sua capacità di lavorare sul set, essendo lui stesso attore. Significativo in questo senso anche l’intervento di Francesco Scianna che dopo aver lavorato con Tornatore in Baaria spiega come lavorare con Placido sia stata un’esperienza positivamente diversa, divertente, nella quale sente di essere cresciuto e che spera possa ripetersi.
Infine, un ultimo intervento è stato quello di Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negramaro, che ha parlato della collaborazione con Michele Placido e della realizzazione della loro prima colonna sonora per il cinema: musiche attuali e non degli anni settanta, per evitare di contestualizzare troppo la pellicola.
Vallanzasca – Gli angeli del male esce nelle sale italiane il 21 gennaio; un bel film, da vedere sicuramente, soprattutto per l’ottima interpretazione di Kim Rossi Stuart e del resto del cast.

Foto di Silvia Preziosi

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Silvia Preziosi